Morta a 43 anni dopo ricovero per ischemia intestinale, chiesto processo per 3 medici
Nella consulenza medico legale disposta dal pm si legge: “se i sanitari si fossero attenuti alle buone pratiche cliniche accreditate il decesso avrebbe avuto un’altissima probabilità scientifica di poter essere evitato"
La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio di tre medici in servizio all’ospedale Policlinico Paolo Giaccone accusati della morte di una paziente, Maria Finocchio, deceduta a 43 anni, a febbraio 2020, dopo un ricovero per un’ischemia intestinale. I tre indagati sono Gabriella Militello, Sebastiano Bonventre e Giuseppe Carollo e sono imputati di omicidio colposo e lesioni colpose. Il marito della donna Carmelo Cucina e il figlio Samuele, assistiti dall’avvocato Antonino Giampino avevano presentato querela. Le indagini sono state coordinate dal pm Maria Forti.
Nella consulenza medico legale disposta dal pm si legge: “se i sanitari si fossero attenuti alle buone pratiche cliniche accreditate, il decesso di Maria Finocchio avrebbe avuto un’altissima probabilità scientifica di poter essere evitato o quantomeno procrastinato ad epoca sensibilmente successiva rispetto al 12.02.2020”. L’udienza preliminare si sarebbe dovuta celebrare il 3 novembre dello scorso anno, ma per alcuni rinvii per difetti di notifica tutto si è fermato. “A distanza di ben sei anni dal fatto siamo ancora in attesa della fissazione dell’udienza preliminare nella quale potere esercitare i diritti dei miei assistiti, attraverso la costituzione di parte civile – dice l’avvocato Antonino Giampino – Un cosi lungo lasso di tempo è sintomatico di un’inefficienza del sistema giustizia, che determina inevitabilmente un ulteriore danno nei confronti di coloro che hanno già subito un pregiudizio”.






