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“Perde bimbo al nono mese di gravidanza e resta sterile”, assolti due medici 

La vicenda risale al 2019 ed è legata alla gravidanza di una donna di Licata che ha perso il bimbo al nono mese di gravidanza restando pure sterile

Pubblicato 17 ore fa

Il fatto non costituisce reato. Il giudice del tribunale di Agrigento, Laerte Conti, ha disposto l’assoluzione nei confronti di due medici in servizio all’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata dall’accusa di lesioni personali aggravate. Si tratta del ginecologo Marcello Pira e del medico del Pronto soccorso Michele Cannarozzo, difesi dagli avvocati Luigi Ciotta, Salvatore Manganello e Salvatore Loggia. La vicenda risale al 2019 ed è legata alla gravidanza di una donna che ha perso il bimbo al nono mese di gravidanza restando pure sterile in seguito all’asportazione dell’utero. Il pm Gloria Andreoli aveva chiesto la condanna ad un anno e sei mesi per il ginecologo mentre un anno e un mese era la pena invocata per il medico del Pronto soccorso. Il giudice, tuttavia, ha escluso responsabilità dei sanitari disponendo l’assoluzione.

Secondo l’impianto accusatorio i medici avrebbero sottovalutato i malesseri accusati dalla donna e avrebbero potuto evitare la morte del feto e l’asportazione dell’utero della donna disponendo il suo ricovero sei giorni prima. I consulenti nominati dalla procura scrissero nella relazione che “conoscendo il percorso clinico della paziente avrebbe dovuto essere più attento e scrupoloso” e ancora “avrebbe dovuto essere più attento e non limitarsi, soprattutto negli ultimi due mesi, a consulti whatsapp”. In particolare – scrivono i consulenti dei pm – il ginecologo “conoscendo il percorso clinico della paziente, avrebbe dovuto essere più attento e scrupoloso”. Diversa, a dire dei consulenti, sarebbe stata la posizione del medico di pronto soccorso Michele Cannarozzo: “Nell’unico accesso del 23 giugno del 2019 – hanno detto – avrebbe dovuto disporre il ricovero solo nell’ipotesi in cui fosse a conoscenza del percorso clinico precedente”. I familiari si sono costituiti parte civile rappresentati dagli avvocati Pilato e Manto. 

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