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“Quando il mostro è il proprio padre!” , conversazione con la scrittrice Hropich

In questi ultimi anni abusi, maltrattamenti, violenza sulle donne, sono diventati ormai temi all’ordine del giorno. L’ultima indagine sulla sicurezza delle donne, svolta dall’Istat, evidenzia che “le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner, nel 3,6% da parenti e nel 9,4% da […]

Pubblicato 8 anni fa

In questi ultimi anni abusi, maltrattamenti, violenza sulle donne, sono diventati ormai temi all’ordine del giorno.

L’ultima indagine sulla sicurezza delle donne, svolta dall’Istat, evidenzia che “le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner, nel 3,6% da parenti e nel 9,4% da amici”.

E questo rende ancora più dolorosa la denuncia, mantenendo ancora molti casi di violenza dietro una cortina di silenzio, nonostante sia aumentato il numero di donne che reagisce allo stupro, chiedendo giustizia contro i loro aguzzini. Parlando di violenza fisica che include percosse e atti violenti, dovremmo anche soffermarci a parlare di violenza psicologica,  cioè di quella violenza che lede l’identità della donna, o di qualsiasi genere: derisioni, molestie verbali, insulti, denigrazioni. Famiglie all’apparenza normali, ma che celano segreti a volte inconfessabili: donne spaventate che per timore di ritorsioni, o solo per vergogna, sopportano in silenzio le angherie del partner e talvolta a farne le spese sono anche i figli, a volte solo spettatori impotenti, altre essi stessi oggetto di abusi e soprusi di ogni genere.

Chi ha avuto il coraggio di raccontare una storia vera, forte nel suo genere, è la scrittrice romana Alessandra , nel suo libro  “Quando il mostro è il proprio padre!”.

Questo il titolo del romanzo, che rappresenta un modo di comunicare agli altri le sofferenze di un’intera famiglia, dall’apparenza normale, e, soprattutto, uno spunto per affrontare il tema dell’abuso sui minori tra le mura domestiche.  Il protagonista, un uomo, un padre, che si comporta come uno spietato e violento “mostro”, nell’accezione maggiormente negativa del termine, esempio supremo di malvagità, sintesi estrema di pulsione perversa e distruttiva.

Una figura sfuggente, psicologicamente, distorta, disturbata e instabile che, oltre a portare su di sé il marchio infamante della pedofilia, è pervasa da una serie infinita di patologie e turbe mentali. Un libro che, vuole essere di interesse, sia collettivo, sia per chi sta vivendo un simile trauma, non avendo ancora avuto la forza o il coraggio di ribellarsi ad esso.

Abbiamo chiacchierato con Alessandra, ci siamo scambiate idee e opinioni, e leggendo il libro, ho deciso che fosse lei in prima persona a descrivere, attraverso le mie domande, il suo romanzo.

Il coraggio di raccontare una storia vera, una storia di una violenza nascosta, fuori dal comune, dentro le mura di casa. Una storia di un padre con un volto e una maschera. Non è una scelta casuale di aprire il libro con una frase celebre di Luigi Pirandello? 

Pirandello rappresenta un Autore che io sempre ammirato. La frase che ho scelto per iniziare a parlare del Mostro é perfetta per lui e per i molti che indossano perennemente una maschera. Il coraggio di raccontare la storia mi è venuto quando ho ascoltato l’ intera vicenda, provando un’ insolita rabbia ed incredulità iniziale. Quando senti un racconto di qualcosa di talmente forte da farti venire la pelle d’ oca e la voglia di smascherare un uomo estremamente falso, beh, lì, il coraggio é venuto da solo”.

Mi hanno colpito delle frasi: “Voleva una moglie a sua completa disposizione, ma riteneva l’amore come la più stupida delle illusioni”… e ancora: “…le sue bambine erano oggetto costante della sua attenzione e ammirazione…. aveva desiderio malato stampato sul viso”. Ecco frasi che lasciano pensare ma anche riflettere… Cosa suggerisce a chi ha subito un abuso e non denuncia? 

Il mostro decise di sposarsi unicamente per avere una sorta di badante o cameriera al seguito,  non é mai esistito per lui l’ amore o il concetto di famiglia. Le sue figlie bambine erano oggetto della sua attenzione morbosa ma lui era attratto maggiormente da quella più introversa, indifesa. Comunque parlo di uomo attratto da tutte le bambine indifese, non solo le figlie. Ma quello che lo rende un vero mostro è anche il comportamento, i raggiri e i sotterfugi messi in atto per soddisfare la sua perversione. A chi si accorge di comportamenti strani o insoliti, consiglio sempre di rivolgersi ad uno Specialista in modo da chiarire subito se quei comportamenti hanno un significato particolare o meno. Non voler vedere un soggetto dai comportamenti strani, appartiene generalmente ai parenti. Bisogna dubitare e chiedere un chiarimento, prima che qualsiasi mostro si riveli come tale, poiché, lo ripeto, spesso lancia dei segnali che non vengono colti dai familiari”.

Una violenza che cambia il comportamento di un singolo ma che ha anche cambiato, in questo caso, l’intero nucleo familiare?

“La violenza cambia tutto di una persona, persino la sessualità viene fortemente modificata. La violenza del mostro ha cambiato la sua famiglia nel senso di stravolgere i sogni di ciascuno. Una donna romantica, come la moglie che si accorge di vivere accanto ad un uomo freddo e cinico, é ben immaginabile quanto sia rimasta sconvolta quando ha appreso le mostruosità di cui era capace, in sua assenza. Il mondo della moglie crollerà insieme a tutti i sogni mai realizzati”.

Clara, la sorella dell’abuso, ha letto questo libro? Qual è stata la reazione che ha avuto?

Clara, la sorella minore ha letto il libro e, abbozzando un commento, mi ha detto: “Mi piace come hai descritto nei minimi particolari Carlo!” Ecco, sono rimasta stupita di sentirlo chiamare per nome e non papà”. Lei mi ha poi spiegato che, sentirlo e definirlo un estraneo, le dà un senso di pace”.

Ecco allora che vorrei semplicemente chiudere l’intervista con Alessandra, citando come ha fatto anche lei, una frase di Luigi Pirandello in Uno, nessuno e centomila: “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.” 

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