Lampedusa

Finanziamento perso per il porto di Linosa, tensioni tra il giornalista Colapinto e l’ex sindaco Martello

A conclusione della seduta di consiglio l'ex sindaco Martello ha aggredito verbalmente i giornalisti Colapinto e Desiderio di Lampedusa 2minuti

Pubblicato 1 mese fa

Il finanziamento del porto di Linosa da 36 milioni euro che fine ha fatto? E’ questo l’oggetto della discussione che tiene banco in queste ore a Lampedusa, e che ha visto l’ex sindaco Martello capogruppo del Pd aggredire verbalmente i giornalisti Colapinto e Desiderio di Lampedusa 2minuti a conclusione della seduta del consiglio comunale di ieri 16 maggio 2024.

Abbiamo semplicemente provato ad aiutare i cittadini di Lampedusa e Linosa a capire come stessero i fatti. Abbiamo provato a responsabilizzare chi rappresenta le istituzioni democratiche e il popolo, su quanto sia importante la veridicità dei fatti e la narrazione degli stessi. Abbiamo ricevuto insulti e offese al nostro lavoro durante la seduta di un consiglio comunale, nella quale noi non abbiamo possibilità di parola, abbiamo aspettato che finisse per porgere delle domande e chiarire le questioni. Lui è Totò Martello, capogruppo del Pd ed ex sindaco di Lampedusa e Linosa. Parla di princìpi democratici ma si nega al confronto e al dialogo, con aggressività, saccenza e mancanza di contenuti. E pure un vaffanc*lo”; scrive il giornalista Colapinto.

Facendo un passo indietro qualche settimana fa lo stesso Martello durante un’intervista in diretta con Lampedusa in 2minuti aveva parlato di un finanziamento perso di 36 milioni di euro per costruire il porto di Linosa, e che a perderli era stata l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Mannino. Poi in un’altra successiva seduta sempre Martello “non parla, come spiegano i giornalisti in un loro articolo, “del finanziamento perso del porto ne dell’esistenza di un progetto esecutivo ma afferma semplicemente di avere ricevuto segnalazioni da persone di Linosa per dei problemi e disagi legati alla nave e propone di costituire una delegazione di consiglieri comunali per incontrare l’assessore regionale alle infrastrutture”.In verità, continuano Colapinto e Desiderio, noi eravamo venuti in possesso di un documento, che spiegava a chiare lettere che quel progetto del porto di Linosa (tutt’altro che esecutivo) quando si sarebbe perso, il sindaco era lui e non Filippo Mannino.” E di fatti il sindaco Mannino qualche giorno dopo ha chiarito la questione mostrando i documenti, una serie di lettere tra il comune e gli uffici regionali dalle quali emerge una amara verità: “qualcuno ha mentito spudoratamente”.

Ieri, 16 maggio 2024, a conclusione della seduta di consiglio, il giornalista Colapinto (come si vede in un video pubblicato dallo stesso), porge delle domande all’ex sindaco Martello, domande alle quali non risponde e per giunta si innervosisce, tanto che è stato necessario l’intervento dei Carabinieri della locale Tenenza che hanno riportato la calma.

Ci accusa di averlo ingannato come se avessimo manipolato le sue dichiarazioni, per fortuna tutti i suoi interventi con noi sono stati in diretta senza la possibilità di manomettere le sue dichiarazioni. Ci definisce “oppositori”. Usando questa parola come offesa. Ma non mi offendi definendomi oppositore, perché è vero. Sono e sarò sempre un oppositore a chi fa politica senza scrupoli e si permette di offendere la buonafede e l’intelligenza dei cittadini. Se alcuni politici studiassero più diritto costituzionale e meno diritto penale, sarebbero più bravi a garantire i diritti dei cittadini e meno preparati per i propri (eventuali) futuri processi. Ognuno sceglie le proprie priorità. In libertà. Tuttavia, non saranno le minacce di querela e le offese a fermare la libertà di stampa e i diritti dei cittadini, che rimangono sempre qualcosa di molto più grande della megalomania di alcuni politici”, commenta il giornalista Tony Colapinto.

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