Due fucilate per uccidere l’ex pentito Orazio Sciortino

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Due fucilate per uccidere l’ex pentito Orazio Sciortino

di Redazione
Pubblicato il Giu 30, 2020
Due fucilate per uccidere l’ex pentito Orazio Sciortino

Un ex collaboratore di giustizia, Orazio Sciortino, 51 anni, e’ stato ucciso con colpi d’arma da fuoco nelle campagne di Vittoria, nel Ragusano. Il cadavere dell’uomo e’ stato trovato per terra, in un terreno di sua proprieta’, sulla strada provinciale tra Vittoria e Santa Croce Camerina. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile di Ragusa e dal commissariato di Vittoria. Sciortino, affiliato al clan mafioso Carbonaro Dominante, con le sue dichiarazioni aveva contribuito a fare luce sulla strage di San Basilio di Vittoria del 2 gennaio 1999 che causo’ cinque vittime. 

L’ex collaboratore di giustizia Orazio Sciortino, ucciso ieri a tarda sera nel suo podere di campagna, era da tempo fuori dal programma di protezione. Pur non essendo stato un esponente di vertice del clan mafioso Carbonaro-Dominante, con le sue dichiarazioni aveva contribuito a ricostruire alcuni delitti di mafia tra cui la strage di Vittoria. Dopo l’ispezione cadaverica da parte del medico legale Giuseppe Algieri e’ emerso che Sciortino e’ stato ucciso con alcuni colpi di fucile al collo e al torace. Sara’ l’autopsia che verra’ eseguita nei prossimi giorni a chiarire meglio i contorni di questo delitto che secondo gli inquirenti non avrebbe una matrice mafiosa. La pista che al momento gli investigatori del commissariato di Vittoria e della Squadra Mobile di Ragusa, coordinati dal pm Gaetano Scollo, sembrano privilegiare e’ quella di un regolamento di conti tra la manovalanza locale per la spartizione di qualche ‘bottino’ relativo a furti o rapine.

Orazio Sciortino, personaggio sempre borderline, era stato arrestato dai carabinieri quattro mesi fa per diversi furti nelle campagne del ragusano, insieme ad altri due vittoriesi Giovanni Iudice, 54 anni, ed Emanuele Garofalo, di 39 anni. E proprio a partire da quest’ultimo arresto gli investigatori sembrano escludere la matrice mafiosa dell’agguato.


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