Mafia e massoneria a Licata, in dieci chiedono il rito abbreviato

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Mafia e massoneria a Licata, in dieci chiedono il rito abbreviato

di Redazione
Pubblicato il Lug 6, 2020
Mafia e massoneria a Licata, in dieci chiedono il rito abbreviato

Prima udienza preliminare nell’ambito della richiesta di rinvio a giudizio avanzata dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo nei confronti di venti persone, tutte coinvolte a vario titolo nelle inchiesta “Assedio” e “Halycon” – oggi riunite in un unico filone – che avrebbero fatto luce su intrecci pericolosi tra mafia, imprenditoria, politica e massoneria a Licata. 

Sono dieci gli imputati che hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato: si tratta di Angelo Occhipinti, 66 anni, ritenuto al vertice della locale cosca mafiosa; Giacomo Casa, 65 anni; Giuseppe Galanti, 62 anni; Angelo Graci, 33 anni; Angelo Lauria, 46 anni; Vito Lauria, 50 anni; Giovanni Mugnos, 54 anni; Giuseppe Puleri, 41 anni; Raimondo Semprevivo, 48 anni, e l’ex funzionario regionale Lucio Lutri, 61 anni, quest’ultimo accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Per loro l’udienza riprenderà il prossimo 19 ottobre. 

Nove, invece, gli imputati che hanno scelto la via del rito ordinario: si tratta di Giovanni “il professore” Lauria, 80 anni, ritenuto elemento apicale del clan licatese; Angelo Bellavia, 66 anni; Antonino Cusumano, 44 anni; Antonino Massaro, 62 anni; Marco Massaro, 36 anni (anche se la sua posizione è stata momentaneamente stralciata per un difetto di notifica); Alberto Riccobene, 48 anni; Salvatore Patriarca, 42 anni; Gabriele Spiteri, 47 anni, e Vincenzo Spiteri, 53 anni. Loro, invece, compariranno davanti i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato, il prossimo 16 ottobre. 

Stralciata la posizione del 35enne Vincenzo Bellavia in quanto l’interrogatorio da lui richiesto non è stato ancora effettuato. In precedenza era stata stralciata la posizione dell’ex consigliere comunale di Licata Giuseppe Scozzari, finito sotto inchiesta con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. 

Il gup del Tribunale di Palermo ha ammesso la costituzione delle parti civile del “Centro studi Pio La Torre” e “Sicilindustria” nonostante le opposizioni delle difese. 

Il collegio delle difese è composto, tra gli altri, dagli avvocati Angela Porcello, Giovanni Castronovo, Santo Lucia, Giuseppe Martorana, Angelo Balsamo, Lillo Fiorello, Giuseppe Di Peri, Giuseppe Rapisarda e Chiara Proietto.


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