Mafia, operazione Montagna: scarcerazione definitiva per Raffaele Fragapane, torna libero Albanese, dissequestrata società di giochi online
La sesta sezione della Corte di Cassazione, nella tarda serata di ieri, ha dichiarato inammissibile il ricorso della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo che aveva impugnato la scarcerazione di Raffaele Fragapane, 40 anni di Santa Elisabetta, coinvolto nella maxi operazione “Montagna” dello scorso 22 gennaio. La scarcerazione di Raffaele Fragapane, difeso dall’avvocato Giuseppe Barba, allo […]
La sesta sezione della Corte di Cassazione, nella tarda serata di ieri, ha dichiarato inammissibile il ricorso della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo che aveva impugnato la scarcerazione di Raffaele Fragapane, 40 anni di Santa Elisabetta, coinvolto nella maxi operazione “Montagna” dello scorso 22 gennaio.
La scarcerazione di Raffaele Fragapane, difeso dall’avvocato Giuseppe Barba, allo stato dei fatti diventa definitiva.
Oltre che alla dichiarazione di nullità da parte del Tribunale del Riesame di Palermo sul provvedimento emesso dal Gip Filippo Serio per “difetto di valutazione” l’ordinanza di Raffaele Frapagane è una delle poche in cui i giudici del Riesame entrano nel merito affermando l “‘insussistenza di gravi indizi di colpevolezza”.
Raffaele Fragapane ultimamente era stato tirato in ballo dal neo collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta che lo aveva indicato come uomo d’onore della famiglia mafiosa di Santa Elisabetta.
Sempre la sesta sezione della Corte di Cassazione, nella serata di ieri, ha annullato con rinvio al Tribunale del Riesame il provvedimento nei confronti di Adolfo Albanese (era ai domiciliari), 71enne di Petralia Sottana. Annullato anche il sequestro dell’azienda “MG Giochi” di Nazarena Traina. Entrambe le posizioni sono rappresentate dall’avvocato Giovanni Castronovo.
La società, secondo gli inquirenti, è riconducibile ad esponenti di Cosa Nostra e ,grazie all’appoggio delle famiglie mafiose locali, avrebbe ottenuto l’autorizzazione ad installare le proprie apparecchiature all’interno degli esercizi pubblici (bar – club privati – sale giochi) dove risultavano non essercene o mettendo fuori se ve ne erano di altri operatori concorrenti.






