Messina

Droga all’ombra della mafia, la gestione affidata ad ex pentiti

Associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, vendita al dettaglio di cocaina, hashish e marijuana

Pubblicato 3 settimane fa



Cocaina, hashish e marijuana arrivano grazie a fornitori calabresi e catanesi. Un fiume di droga che invadeva le piazze di spaccio di Messina e provincia all’ombra di Cosa nostra, con lo stoccaggio dello stupefacente affidato anche a ex collaboratori di giustizia appartenenti allo storico clan del rione Cep. E’ quanto emerge dal blitz eseguito all’alba dalla Squadra mobile di Messina che ha portato all’arresto di 15 persone, accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e numerosi episodi di acquisto e cessione di ingenti quantitativi.

Per 12 indagati si sono spalancate le porte del carcere, per tre il gip di Messina ha disposto gli arresti domiciliari. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della città dello Stretto, sono scattate ad aprile del 2022 dopo l’arresto in flagranza di uno dei fornitori del gruppo durante una consegna di cocaina. Attraverso appostamenti, pedinamenti e attività di videosorveglianza gli investigatori della Squadra mobile sono riusciti così a fare luce su un’organizzazione criminale strutturata e stabilmente dedita al traffico di cocaina, hashish e marijuana, destinate al mercato della città di Messina e dell’intera provincia. Un gruppo con una rigida ripartizione di ruoli che poteva contare anche una certa disponibilità di armi.

Le indagini hanno consentito di ricostruire numerosi episodi di rifornimento e cessione di droga, realizzati sotto la costante supervisione del capo dell’associazione che avrebbe partecipato direttamente alle principali attività del gruppo – dai contatti con fornitori calabresi e catanesi all’organizzazione delle attività di smercio e alla gestione dei relativi proventi – avvalendosi della collaborazione del figlio. E’ emersa una rete di distribuzione che ha visto gli indagati operare quali grossisti con cessioni rivolte sia a singoli consumatori sia a spacciatori al dettaglio, che provvedevano, a loro volta, all’immissione della droga sul mercato.

Le indagini hanno disvelato una rete di distribuzione che ha visto gli indagati operare quali grossisti, con cessioni rivolte sia a singoli consumatori sia a spacciatori al dettaglio, i quali provvedevano, a loro volta, all’immissione della droga sul mercato. La custodia e lo spostamento delle sostanze stupefacenti presso luoghi di temporaneo stoccaggio sono risultati affidati a esponenti di rilievo della criminalita’ organizzata messinese, alcuni dei quali ex collaboratori di giustizia, appartenenti allo storico clan del rione Cep. Gli indagati sono stati ripresi mentre comunicavano fra di loro, coprendosi la bocca con le mani o parlando a bassa voce all’orecchio.

Analoghe precauzioni sono state adottate dal capo dell’associazione anche durante gli incontri nella propria abitazione. Accertato il riconoscimento di cui il capo del gruppo godeva tra gli abitanti del rione e negli ambienti criminali cittadini. Nel corso delle attivita’ investigative si e’ proceduto all’arresto in flagranza di reato di venti persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, sequestrando complessivamente circa dodici chilogrammi di droga, otto pistole, due fucili, munizionamento di vario calibro, nonche’ la somma di 45 mila euro in contanti. Effettuate numerose perquisizioni domiciliari nei confronti di altri indagati nello stesso procedimento. 

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