Naro

Naro, Tari fuori controllo. Cancemi: “Tutto inizia con l’amministrazione Brandara”

L’assessore al Bilancio di Naro risponde a Grandangolo e colloca l’origine degli aumenti della TARI nel 2020, quando alla guida del Comune c'era Maria Grazia Brandara.

Pubblicato 1 ora fa

L’assessore al Bilancio del Comune di Naro Vincent Cancemi, ha risposto con una lunga nota all’articolo che ieri grandangolo ha pubblicato rispetto al malcontento del commercianti della città generato dall’aumento spropositato della TARI. Cancemi, nella sua nota, individuerebbe con precisione l’origine dell’attuale aumento della TARI: l’anno 2020.
Una data che non è neutra e che, inevitabilmente, chiama in causa precise responsabilità politiche e amministrative. Nel 2020, infatti, alla guida del Comune di Naro c’era il sindaco Maria Grazia Brandara.

È in quell’anno, come lo stesso assessore Cancemi afferma, che il Comune non ha approvato tempestivamente il Piano Economico Finanziario (PEF) per la gestione dei rifiuti, avviando una catena di rinvii e coperture parziali che avrebbe prodotto, negli anni successivi, uno squilibrio economico sempre più profondo.

L’assessore precisa di non voler attribuire colpe personali. Ma i fatti amministrativi hanno una cronologia e un contesto politico altrettanto chiaro. Dire che “tutto nasce nel 2020” significa, di fatto, collocare l’origine del problema nella fase iniziale della precedente amministrazione. Da lì in avanti, sempre secondo la ricostruzione fornita dall’assessore, il sistema ha continuato a funzionare in modo precario: tariffe approvate fuori tempo massimo, annualità senza nuove delibere, costi rinviati e buchi che emergono solo a distanza di anni. Un meccanismo che avrebbe finito per scaricare il peso di quelle scelte sulle bollette di oggi. L’assessore, oltre a puntare il dito sull’amministrazione Brandara pone anche un altro interrogativo: “Ma siamo sicuri che questa sia una battaglia di tutti i commercianti oppure dietro c’è qualcuno che ha uno scopo politico ben preciso, come lo era per l’antenna 5G?” il riferimento anche qui è velato ma chiarissimo: Lillo Destro, presidente dell’Ala, l’associazione di commercianti che ha proclamato lo sciopero del prossimo 23 Febbraio e Lillo Licata, ex Assessore della giunta Dalacchi che è stato in prima linea, megafono alla mano, a urlare contro l’antenna 5G della Wind-tre in Via Giovanni Verga.
Dopo questa necessaria ricostruzione, pubblichiamo integralmente la nota dell’assessore al Bilancio, affinché i lettori possano valutare direttamente le sue dichiarazioni e il quadro che ne emerge:

“I commercianti hanno ragione e, come abbiamo sempre detto, saremo e siamo pronti a combattere questa battaglia insieme a loro per venire a capo di questa situazione ingarbugliata.  Dopo questa premessa, voglio chiarire sin da subito che non si vuole dare la colpa né attribuire responsabilità personali a nessuno, ma è giusto e doveroso fare chiarezza su quello che è realmente successo dal 2020 al 2023, sulla base dei dati in nostro possesso. Affermo che a questo aumento non si arriva dall’oggi al domani, ma nasce tutto dal 2020. 

La normativa impone che ogni Comune adotti i PEF (Piano Economico Finanziario) per quanto riguarda i costi di gestione della spazzatura, cosa che il Comune di Naro, a partire dal 2020, non ha approvato tempestivamente (anche se il regolamento comunale che disciplina la TARI, all’art. 25, prevedeva e prevede altro).  Per il 2020 sono state approvate le tariffe utilizzate dal 2014 al 2019 (in mancanza di PEF), coprendo solo un costo di circa 855.000 euro. Solo nel 2023 (quindi dopo tre anni) ci si accorge di un buco di 455.000 euro da recuperare tramite emissione del mancato pagamento entro il 2023. Tutto ciò è stato fatto? Lascio ai posteri l’ardua sentenza. 

Dal 2021 viene redatto il PEF e votate le relative tariffe, ma, come si evince dal sito del MEF, sono tariffe inapplicabili per l’anno 2021 poiché adottate oltre i termini di bilancio e pubblicate oltre il 28/10/2021 sul sito MEF.  Ma attenzione: il primo aumento si ha nel 2021, colpendo le famiglie, distribuendo il gettito per l’88% alle famiglie e per il 12% ai commercianti.  Per il 2022 e per il 2023 non sono state approvate tariffe TARI e si sono utilizzate le tariffe TARI 2021 (anche se inapplicabili), e poi arriviamo al PEF 2024 e 2025, situazione che conoscete tutti. 

Per gli anni 2024 e 2025, di fronte a questa eredità, avevamo soltanto due scelte: o creare ulteriori danni e nuovi buchi economici, oppure salvare il salvabile e cercare di porre rimedio a ciò che è stato fatto negli anni passati. Abbiamo scelto responsabilmente la seconda strada.  Ora, se l’aumento della TARI vuole essere additato a questa amministrazione va bene. Ma la storia raccontata dice altro… come direbbe qualcuno, la politica va studiata ed è proprio per questo che mi viene in mente una regola generale studiata in Politica Economica, ossia la regola di Tinbergen, la quale dice che quando gli obiettivi sono uguali agli strumenti, allora questi obiettivi possono essere raggiunti tutti. 

Oggi noi abbiamo un obiettivo, ossia quello di ridurre la TARI, e ad oggi l’unico strumento disponibile che abbiamo è quello di fare l’accertamento dell’evasione per ampliare la base imponibile e fare una distribuzione equa della tassa. Vogliamo ribadire con forza che, se c’è da lottare, si lotta tutti insieme, perché anche noi siamo Naresi e anche a noi questa situazione non va bene. State tranquilli che stiamo mettendo i tasselli, ognuno al proprio posto, per poter adottare i provvedimenti necessari. 

Mi amareggia il fatto che, dopo varie interlocuzioni con i commercianti, si continui a fare la battaglia contro chi oggi è qui a difenderli e, se necessario, anche davanti alle sedi opportune, come detto più volte ad alcuni di loro. Ma siamo sicuri che questa sia una battaglia di tutti i commercianti oppure dietro c’è qualcuno che ha uno scopo politico ben preciso, come lo era per l’antenna 5G? 

Come amministrazione e come gruppo consiliare Voce Narese ribadiamo di essere sempre pronti al confronto e al dialogo. Ma quando una situazione viene spiegata, deve essere capita e compresa, non trasformata in una guerra contro chi sta cercando di risolverla. Le guerre politiche non hanno mai portato a nulla di buono.  In ultima battuta voglio aggiungere un fatto che mi preme chiarire. In questi giorni si è diffusa la notizia che il Comune di Naro non vuole aderire alla rottamazione quinquies per i tributi comunali: mi preme smentire queste dichiarazioni categoricamente. 

Fin da quando è uscita la rottamazione quinquies, il Gruppo Voce Narese si è fatto promotore per far aderire il Comune, ma come ben sapete il Comune è in dissesto finanziario e dunque non basta una semplice delibera di Giunta o di Consiglio, ma nella nostra situazione dobbiamo muoverci cautamente per non creare danno erariale. Già dai primi di gennaio abbiamo chiesto parere formale sia al Collegio dei Revisori dei Conti che alla dirigente dei Servizi finanziari, per sapere se esistono i requisiti contabili, economici e giuridici per poter far aderire il Comune alla rottamazione quinquies.”

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N. 3/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
Grandangolo Settimanale N. 40 - pagina 1
Pagina 1 di 11
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner omnia congress
banner italpress istituzionale banner italpress tv