Ancora colpi di pistola contro la parrocchia dello Zen
Ancora spari contro il portone della chiesa nel quartiere palermitano dello Zen
Ancora spari contro il portone della chiesa nel quartiere palermitano dello Zen. E’ accaduto stamattina ed era già successo qualche giorno fa. E ancora: la notte di Capodanno un colpo di pistola esploso in strada ha frantumato una finestra e colpito al collo una donna che nel salotto di casa festeggiava l’inizio del nuovo anno.
Ieri il quartiere s’era svegliato con i cassonetti dell’immondizia sforacchiati dai proiettili e la fiancata di una macchina che aveva subito lo stesso trattamento, mentre poche ore dopo due ragazzini a bordo di uno scooter hanno bloccato la marcia del bus 619 dell’Amat, minacciando con una pistola l’autista, svenuto per lo spavento. Atti di violenza che si ripetono sempre con maggior frequenza, tanto che il sacerdote della parrocchia San Filippo Neri, Giovanni Giannalia, parla di “situazione fuori controllo. Evidentemente, quello che fa la Chiesa nel quartiere Zen dà fastidio a qualcuno”, dice.
E su quanto accade nel periferico quartiere progettato negli anni Sessanta da Vittorio Gregotti, con ben altri auspici, interviene anche l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice: “Di fronte a questa nuovo, indegno attacco che danneggia addirittura l’aula nella quale si celebra la liturgia, alziamo la voce con forza nei confronti di chi crede di intimidire e di far indietreggiare l’annuncio coraggioso del Vangelo e l’impegno di riscatto sociale e culturale del quartiere. Ostentare queste forme di violenza e di aggressione è segno di debolezza, oltre che di grettezza e di sottosviluppo umano”.






