Debiti verso Siciliacque, Aica condannata a pagare oltre sette milioni di euro
Il tribunale si è pronunciato su uno dei decreti ingiuntivi firmati dal Sovrambito per forniture di acqua mai pagate
Il Tribunale ordinario di Palermo, Sezione Quinta Civile – Sezione specializzata in materia di impresa, ha emesso una condanna milionaria nei confronti di Aica.
La vicenda è quella del decreto ingiuntivo da quasi 19 milioni di euro emesso da Siciliacque, uno dei provvedimenti adottati dal sovrambito per recuperare parte delle somme dovute dalla Consortile.
Con provvedimento del 31 dicembre 2025, la Presidente del Collegio Daniela Galazzi, ha accolto parzialmente la domanda proposta dalla parte ricorrente: nel corso del procedimento, è emerso infatti che Aica aveva già versato più di 10 milioni di euro, riducendo il debito residuo a 7.879.950,26 euro per sorte capitale, cui si aggiungevano interessi di mora quantificati in oltre 2,3 milioni di euro. A fronte dell’opposizione proposta dalla parte debitrice contro la richiesta di ordinanza ex art. 186 quater c.p.c., il Tribunale ha ritenuto raggiunta la prova del credito limitamente alla sola sorte capitale.
Di conseguenza, il giudice ha disposto l’emissione dell’ordinanza di pagamento esclusivamente per l’importo residuo di 7,88 milioni di euro, riconoscendo gli interessi legali dalla data della domanda fino al saldo, ma non quelli di mora richiesti.
Contestualmente, il Tribunale ha revocato il decreto ingiuntivo opposto, rilevando che una parte consistente della somma inizialmente ingiunta era già stata corrisposta. L’ordinanza, che costituisce titolo esecutivo immediatamente efficace e revocabile solo con la sentenza definitiva di merito, ha inoltre definito la questione delle spese di giudizio.
Le spese processuali sono state poste a carico di AICA, ritenuta parte sostanzialmente soccombente, e liquidate in 7.676 euro, oltre IVA, CPA e spese generali come per legge, tenuto conto del valore della causa e della complessità bassa del giudizio .
Il provvedimento segna un passaggio significativo nel contenzioso, sia per l’entità delle somme coinvolte sia per le possibili ripercussioni finanziarie sull’ente idrico agrigentino, in attesa della sentenza che definirà il giudizio nel merito nelle prossime settimane.






