Sfruttava lavoratori nei campi, notaio arrestato dopo condanna definitiva
La paga effettiva era di circa 25 euro al giorno, mentre in busta paga risultavano 65 euro, senza alcuna maggiorazione per lavoro straordinario, notturno o festivo
I carabinieri della stazione di Valledolmo hanno arrestato un notaio accusato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ed estorsione. L’uomo si trova ai domiciliari. Il provvedimento è stato adottato dopo che la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’imputato contro la condanna. Le indagini, condotte dai militari di Lercara Friddi e Valledolmo e il nucleo ispettorato del lavoro di Palermo, coordinati dalla procura di Termini Imerese, si sono svolte tra il 2018 e il 2019. Secondo quanto emerso, l’uomo impiegava numerosi lavoratori approfittando del loro stato di bisogno, costringendoli – sotto la costante minaccia di licenziamento – a turni si 12 – 13 ore giornaliere.
La paga effettiva era di circa 25 euro al giorno, mentre in busta paga risultavano 65 euro, senza alcuna maggiorazione per lavoro straordinario, notturno o festivo. L’attività investigativa ha inoltre consentito di contestare anche l’estorsione: in due occasioni, infatti, l’indagato avrebbe costretto uno degli operai a restituire gran parte dello stipendio percepito nei mesi di dicembre 2018 e gennaio 2019, sempre sotto la minaccia del licenziamento. Le indagini si sono concluse nel 2019 con il provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari, diventato definitivo dopo la pronuncia della suprema corte.




