Agrigento2020, il sindaco uscente Firetto: “Gli agrigentini si sono appropriati dell’anima della città

Diego Romeo

Agrigento

Agrigento2020, il sindaco uscente Firetto: “Gli agrigentini si sono appropriati dell’anima della città

Intervista di Diego Romeo al sindaco uscente Lillo Firetto
di Diego Romeo
Pubblicato il Set 14, 2020
Agrigento2020, il sindaco uscente Firetto: “Gli agrigentini si sono appropriati dell’anima della città

Sindaco Firetto, più delle altre tornate elettorali imperversa la mozione degli affetti tra i cinque candidati sindaci e circa 500 consiglieri delle liste civiche a gogò. Secondo lei è più difficile amare questa città  oppure è più difficile esserne amati?

“E’ una domanda un po’ marzulliana però ne colgo il senso profondo. Agrigento è una città che dobbiamo tutti cambiare, nel 2015 dissi che dobbiamo avere l’orgoglio di appartenervi. Quando una città conquista l’orgoglio di appartenenza inevitabilmente andrà avanti. E’ la città che ha litigato sulla differenziata, questo è vero, ma oggi è una città che fa controllo sociale, quanti cittadini mi inviano filmati, foto di porcelloni  che buttano la spazzatura dove non dovrebbero. E’ cambiato il paradigma, è la città degli agrigentini che si stanno appropriando dell’anima della città e quindi credo che questa sia una delle più grandi conquiste che abbiamo realizzato”.

Con l’emergenza coronavirus sui sindaci sono cadute responsabilità inusitate, che conclusioni ne trae e soprattutto cosa chiedere al governo centrale e alla Regione.

“Noi facemmo una scelta in controtendenza che è stata anche sottolineata negativamente da alcuni soggetti che hanno importanti ruoli di responsabilità nelle istituzioni, mi riferisco al fatto di avere proposto al Comitato per l’ordine e la sicurezza, assumendomi tutta la responsabilità, di annullare il Mandorlo in fiore. Dio sa quanto mi è costato perché sul mandorlo in fiore 2020 ci avevo lavorato un anno e mezzo e sarebbe stata una apoteosi per i festeggiamenti di Agrigento 2020. Annullare mi è costato tantissimo, quando l’ho annullato sono stato massacrato da alcuni settori economici cittadini, da pezzi di stampa che poi magari mi hanno dato ragione. Assumersi responsabilità in quel momento per la salute dei cittadini a volte si rischia il turo di pietre, però credo di aver fatto la cosa giusta.. E devo dire che in questa vicenda gli agrigentini sono stati molto bravi , nello stare attenti alle norme. Se oggi abbiamo un livello di contagio basso, mi auguro che continuiamo a osservare quelle regole minimali  e si possa continuare a convivere fin quando non abbiamo un vaccino”.

Delle molte critiche ricevute, alcune come capita spesso, strumentali, di quali è riuscito a farne tesoro?

“Le critiche sono sempre utili. Quelle preconcette, speciose tipo fai una pensilina a Piazza Stazione e la fai di tasca tua o con i tuoi assessori e qualcuno fa l’esposto alla Soprintendenza perché bisognava chiedere il permesso, ecco quello è un modo che non fa bene a nessuno e serve a intossicare e a null’altro. Per il resto mi pare di poter dire che le polemiche o le stupidaggini tendenti ad infangare, ormai gli agrigentini le archiviano bonariamente perché questo sindaco che vogliono criticare contemporaneamente lo vogliono salvaguardare”.

Questa sua esperienza da sindaco di Agrigento cosa le consente di aggiungere al suo già noto programma? 

“Noi completeremo le cose che abbiamo iniziato a costruire, la città del futuro, la sostenibilità ambientale, la smart city. Sono previsti importanti investimenti che nel momento in cui li realizzeremo, alcuni bandi sono già partiti, stravolgeranno la città e la renderanno irriconoscibile rispetto a come l’abbiamo presa nel 2015 . E’ il completamento di un lavoro che non vorrei lasciare a metà e fare in modo di realizzare tutto quanto è programmato, o aggiunto di recente, nel prossimo quinquennio. Non solo cambiare la cartolina della città ma incidiamo sul suo destino futuro”.

Ex comunisti che danno la mano a ex democristiani o,  tout court, sempre democristiani. Le annunciate Giunte comunali  manifestano l’attuazione di un compromesso storico che farebbe felice Aldo Moro.  Certo ci sono gli  opportunisti, l’importante che si amministri bene. 

“Starei più attento a certi strani meccanismi che si possono venire a determinare. Per il resto le cose che stanno accadendo sono state fatte in questi 5 anni. Superata la cortina di ferro oramai la realtà si compone di tutti comunisti e tutti democristiani”.        


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