Catanzaro: “Dirigenti comunali e politica: in Sicilia una commistione che mina la democrazia locale”
Lo dichiara oggi Michele Catanzaro, Capogruppo Pd all'Ars, in merito ad una questione che rischia di compromettere legittimità di atti e credibilità degli enti.
“Mi appresto a presentare una interrogazione parlamentare all’Assessorato Regionale Autonomie Locali che nasce dalla necessità di fare chiarezza su una serie di situazioni che, in diversi Comuni siciliani, mettono a rischio il principio di separazione tra politica e amministrazione”.
Lo dichiara oggi Michele Catanzaro, Capogruppo Pd all’Ars, in merito ad una questione che rischia di compromettere legittimità di atti e credibilità degli enti. “La legge e la giurisprudenza sono chiare – dice Catanzaro – i dirigenti devono essere imparziali, indipendenti e totalmente estranei alle dinamiche politiche”.
Catanzaro richiama in particolare il caso di Sciacca, definendolo “uno degli esempi più evidenti di commistione impropria”- “C’è un dirigente comunale che ha ruoli apicali ed è preposto a settori strategici dell’amministrazione comunale, assumendo un peso amministrativo fuori misura. E desta preoccupazione il fatto che lo stesso dirigente, in passato e ancora oggi, continuerebbe a svolgere un ruolo politico rilevante: risulta infatti che predispone liste elettorali e mantiene rapporti diretti con consiglieri a lui riconducibili, conservando un’influenza politica che appare del tutto incompatibile con la funzione dirigenziale”.
“È una anomalia profonda, che rischia di compromettere la credibilità dell’ente e la legittimità degli atti. Per questo – conclude Catanzaro – chiederemo alla Regione di verificare, intervenire e definire linee guida chiare per evitare che situazioni simili continuino a ripetersi”.





