Politica

Corruzione, il processo al presidente dell’Ars Galvagno resta a Palermo

Il politico di FdI, presente in aula, aveva chiesto di spostare il processo a Catania, perche' li' sarebbe stato commesso il primo e piu' grave reato fra quelli contestati

Pubblicato 3 ore fa

Resta a Palermo il processo per peculato, corruzione, falso e truffa a carico del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, e del suo ex autista, Roberto Marino. La terza sezione del tribunale sta leggendo in aula la motivazione del provvedimento che respinge l’istanza presentata dai legali del numero uno del Parlamento siciliano. Il politico di FdI, presente in aula, aveva chiesto di spostare il processo a Catania, perche’ li’ sarebbe stato commesso il primo e piu’ grave reato fra quelli contestati, il peculato per l’uso improprio dell’auto blu di servizio.

Il primo episodio di peculato contestato nell’imputazione e avente rilievo penale e’ accaduto a Palermo: parte da qui il provvedimento con cui la terza sezione del tribunale del capoluogo siciliano ha respinto l’istanza della difesa del presidente dell’Assemblea regionale, Galvagno, di far celebrare il procedimento a Catania. L’eccezione di incompetenza territoriale era stata presentata dagli avvocati Ninni Reina, Vittorio Manes e Antonia Lo Presti sul presupposto che invece ci fosse stato un precedente episodio di utilizzo improprio dell’auto blu del numero uno di Sala d’Ercole, avvenuto a Paterno’ (Catania) dove Galvagno risiede: pure quell’episodio era stato oggetto di indagine. I pm Andrea Fusco e Felice De Benedittis avevano replicato sostenendo che quel primo fatto non ebbe rilievo penale, sebbene fosse stata presentata una richiesta di intercettazione, e non era stato poi contestato nell’imputazione mossa a Galvagno e al suo allora autista, Roberto Marino, pure lui imputato (e’ difeso dall’avvocato Salvatore Sansone). Il collegio presieduto da Fabrizio La Cascia si e’ adesso attenuto all’imputazione, dalla quale si evince con chiarezza che per il reato piu’ grave – il peculato, punito piu’ severamente di corruzione, truffa e falso, pure attribuiti ai due imputati – il primo fatto che emerge e’ quello che ricade nel territorio di competenza del tribunale di Palermo.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N.30/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
N.30/2026
Pagina 1 di 15
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv