Il Mpa cerca la compattezza: “Ad Agrigento il centrodestra si gioca la stabilità stessa del Governo regionale”
Un appello alla responsabilità aperto ai fratelli coltelli di Lega e Dc che si sono già tirati fuori dal ballottaggio
“Sulle elezioni comunali di Agrigento stiamo leggendo comunicati e interviste che lasciano più interrogativi che risposte. Non è chiaro a cosa siano finalizzati: a individuare capri espiatori? A prendere le distanze da responsabilità che appartengono a tutti? A mettere le mani avanti in vista del 7 e 8 giugno? O, ancora, a riabilitare oggi ciò che ieri si è denigrato, arrivando perfino a elogiare Franco Miccichè dopo averlo pubblicamente sminuito?”
Dopo una giornata “sull’orlo di una crisi di nervi”, il centrodestra cerca di superare l’emergenza in vista del ballottaggio. A rilanciare la necessità di un’unità è il Mpa, con il suo coordinamento regionale
“È noto che, appena designato, Dino Alonge ha aperto con grande disponibilità all’intero centrodestra, senza esclusioni. È altrettanto evidente che la candidatura di Luigi Gentile ha rappresentato un “no” a quella apertura – scrivono ancora -. Il risultato è sotto gli occhi di tutti”.
Il coordinamento poi ritorna sulla fase complessa della scelta delle candidature: “Non possiamo fingere di dimenticare la lunga sequenza di nomi proposti e poi scartati: troppo adulti, troppo giovani, troppo iscritti o troppo poco iscritti, “non conviene”, “non abbiamo la classe dirigente”. Una sorta di roulette che ha logorato credibilità e compattezza”.
Dato il risultato elettorale di centrodestra almeno per quanto riguarda i numeri assoluti delle liste, “sarebbe inaccettabile consegnare la guida della città ai Sodano o ai La Vardera a pochi mesi da elezioni di ben più ampia rilevanza politica” dicono ancora.
“Non sfugge a nessuno che il centrodestra, ad Agrigento, non si gioca soltanto la sindacatura di una città dal prestigio storico e culturale impareggiabile, prima ancora che economico e sociale – concludono -. Il centrodestra si gioca molto di più: la propria tenuta, la propria credibilità e, grandemente, la stabilità stessa del Governo regionale”.

