Regione, niente dimissioni per Schifani; la giunta approva ddl contro corruzione
Nella riunione di Giunta convocata per stamane dal presidente della Regione non ha avuto spazio la pratica relativa alle sue presunte dimissioni
Non era e non e’ stato il tavolo di un regolamento di conti. Nella riunione di Giunta convocata per stamane dal presidente della Regione siciliana Renato Schifani, non ha avuto spazio la pratica relativa alle sue presunte dimissioni o comunque quella delle annunciate ‘imminenti decisioni responsabili’. Approvati i punti all’ordine del giorno – compresi gli aiuti alle imprese agricole e della pesca contro il caro carburante – ma non e’ stata affrontata la questione aperta dal partito del governatore, Forza Italia, che ha chiesto con i suoi vertici un rinnovamento alla Regione dopo le ultime inchieste per corruzione, stoppando di fatto un bis di Schifani a Palazzo d’Orleans. Tema probabilmente rinviato a meta’ della prossima settimana quando dovrebbero incontrarsi, nella Capitale, il capo dell’esecutivo siciliano, il leader azzurro Antonio Tajani e il commissario regionale, Nino Minardo.
La giunta regionale siciliana ha approvato il disegno di legge sulla trasparenza dei rapporti tra interessi privati e amministrazione. Il provvedimento, illustrato dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è frutto di un lavoro avviato da tempo insieme all’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino. “Il risanamento morale delle istituzioni è una responsabilità che la politica deve assumersi fino in fondo – dice Schifani – I recenti fatti di cronaca giudiziaria rendono ancora più urgente rafforzare la prevenzione. Chi decide per conto dei cittadini deve rispondere delle proprie scelte e rendere conoscibili i rapporti con chi rappresenta interessi privati. Vogliamo tutelare l’interesse pubblico e consolidare la fiducia dei siciliani”. Il testo prevede l’istituzione, presso la segreteria generale della Presidenza, di un Registro pubblico dei rappresentanti di interessi, con l’indicazione dei soggetti per cui operano, degli interessi rappresentati e della natura degli incarichi. Un’Agenda pubblica indicherà partecipanti, finalità e procedimenti interessati dagli incontri, da registrare entro cinque giorni, con altri cinque giorni per le verifiche delle strutture regionali. Gli obblighi riguarderanno anche il presidente, gli assessori, gli uffici di diretta collaborazione, i consulenti, i dirigenti e gli organismi regionali con compiti istruttori, consultivi o valutativi. La novità centrale – dice La Regione siciliana – è la tracciabilità delle interlocuzioni sulle singole pratiche: autorizzazioni, concessioni, contributi, finanziamenti e agevolazioni. Dovranno essere documentati anche i contatti informali sull’ordine di trattazione, sui tempi di definizione, sull’assegnazione dei fascicoli, sulla scelta degli istruttori, sulle valutazioni tecniche e sull’esito dei procedimenti. Gli incontri dovranno svolgersi attraverso canali istituzionali e lasciare traccia nel fascicolo amministrativo. Anche le comunicazioni rilevanti ricevute per altre vie saranno acquisite agli atti. Per i rappresentanti di interessi che violano le disposizioni sono previsti, in base alla gravità, il richiamo scritto, la sospensione o la cancellazione dal Registro.




