Politica

Rigassificatore, Iacono: “Stop ad impianti in siti Unesco”

Il governo ha bocciato l'ordine del giorno presentato dal deputato agrigentino in quota Pd

Pubblicato 1 mese fa

“Stop ad ogni nuova concessione o proroga che consenta la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle”.A chiederlo nuovamente, in un ordine del giorno discusso ieri sera alla Camera – che ha ricevuto il parere contrario del Governo Meloni – è stata la deputata del Partito Democratico Giovanna Iacono.
Il provvedimento a firma della deputata agrigentina prende atto dell’inserimento nel Decreto Energia e Territori da parte Governo, della dichiarazione di “opere stategiche” dei progetti per la realizzazione di rigassificatori e dal fatto che il Governo regionale, lo scorso 18 settembre 2023, ha emanato il decreto di proroga della scadenza di fine lavori per il progetto di rigassificatore di Porto Empedocle, inizialmente prevista per il 2020.
“Serve – dice Iacono – uno stop immediato ad ogni concreta ipotesi di realizzazione dell’impianto (che comunque non vedrebbe la luce prima di sette otto anni, in contraddizione con il percorso di uscita dalle fonti fossili intrapreso a livello mondiale e incoerente con le conclusioni raggiunte dalla Cop28) con lo scopo primario di tutelare l’ambiente e la pubblica sicurezza e salvaguardare l’unicità e le eccellenze del patrimonio culturale, paesaggistico e naturale che rappresenta la costa agrigentina, a pochi chilometri, tra l’altro, da un sito che è patrimonio mondiale Unesco come la Valle dei Templi”.
“Il Governo, che ha calpestato ogni forma di dibattito in fase di approvazione del Decreto Energia e Territori – conclude Iacono – , ascolti oggi la voce di cittadine e cittadini, delle associazioni, dei comitati e delle istituzioni che da anni si oppongono all’ipotesi di realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle, un’opera che non è mai partita anche perché il cantiere è stato a lungo sequestrato dalla Direzione investigativa antimafia e che oggi non avrebbe nemmeno un gasdotto di allaccio alla rete nazionale di supporto, dato che la richiesta di autorizzazioni è scaduta. Inutile dire che il Governo Meloni ha respinto la mia e le altre iniziative delle opposizioni su questo tema, restio come è ad ogni forma di confronto democratico”.

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