Mafia, si nascose nell’agrigentino il superlatitante Giovanni Motisi: è tra i primi 3 ricercati d’Italia
Di volta in volta, c’e’ chi lo ha collocato sulle tribune del “Barbera” per un Palermo-Sampdoria, chi su una spiaggia greca, in vacanza con la compagna Maria, chi in una casa di Baden, in Germania. “Non so se a breve o a brevissimo, ma al suo arresto si arrivera’ certamente”, ha assicurato pochi giorni fa […]
Di volta in volta, c’e’ chi lo ha collocato sulle tribune del “Barbera” per un Palermo-Sampdoria, chi su una spiaggia greca, in vacanza con la compagna Maria, chi in una casa di Baden, in Germania. “Non so se a breve o a brevissimo, ma al suo arresto si arrivera’ certamente”, ha assicurato pochi giorni fa il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho.
Nel frattempo, la caccia continua. A lui come a Giovanni Motisi, “u pacchiuni”, “il grasso”, 59 anni, palermitano doc, ricercato dal ’98 per omicidio, dal 2001 per associazione di tipo mafioso e dal 2002 per strage: due anni fa e’ finito anche nella lista dei criminali piu’ ricercati dall’Europol. Ha l’ergastolo da scontare, il killer di fiducia di Toto’ Riina, secondo un collaboratore di giustizia presente anche quando si parlo’ per la prima volta di ammazzare il generale Dalla Chiesa. Nel ’99, durante la perquisizione della sua villa di Palermo, spunta una fitta corrispondenza tra lui e la moglie Caterina, bigliettini recapitati da ‘postini’ fidati assieme a vestiti e regali. Ed e’ dello stesso anno l’ultima ‘apparizione’ certa in Sicilia di “u pacchiuni”, alla festa di compleanno della figlia: nelle foto ritrovate diversi anni dopo risaltano le pareti coperte con lenzuola bianche per non far riconoscere il posto. Da allora, piu’ niente o quasi tanto da alimentare il sospetto – ricorrente nelle grandi latitanze – che Motisi possa essere morto.
Un’altra ipotesi e’ che abbia cercato, e trovato, riparo in Francia: l’esattore del racket Angelo Casano ha raccontato che nel 2002 Motisi ‘perse’ la reggenza di Pagliarelli a vantaggio di Nino Rotolo e che per un paio d’anni si nascose nell’Agrigentino, ‘terra’ di Giuseppe Falsone. Boss arrestato nel 2010 dalla Gendarmeria francese a Marsiglia.
Di Marco Di Lauro, 38 anni a giugno, ricercato dal 2005 per associazione di tipo mafioso, gira una sola foto ufficiale, quella con la faccia da bravo ragazzo, “invecchiata” due anni fa dalla polizia con il software di age progression: del resto, ha appena 24 anni quando sfugge alla “notte delle manette”, maxi blitz delle forze dell’ordine. Numero due della lista del ministero dell’Interno, il latitante di camorra piu’ ricercato al mondo e’ stato indicato da un pentito come mandante di quattro omicidi. Quarto figlio del boss Paolo, detto “Ciruzzo o’ milionario” (per questo nel libro mastro degli stupefacenti viene indicato con la sigla F4, dove F sta appunto per figlio), scala le gerarchie del suo clan giovanissimo e sfrutta il suo talento di calciatore per attirare e affiliare giovanissimi ‘soldati’: di lui dal luglio 2013 si occupano anche gli 007 a stelle e strisce per presunti affari poco chiari a New York.




