Manifestazione acqua a Licata e Canicattì, il comitato civico: “Siamo ormai al collasso”
La manifestazione si svolgerà il 13 giugno a Licata e contemporaneamente anche a Canicattì
Considerata la grave crisi idrica che sta attanagliando Licata e parte dei Comuni agrigentini e che vede “colpite” intere comunità, famiglie, attività commerciali, strutture ricettive e alberghiere, categorie fragili, il Comitato Civico “L’acqua ai cittadini” ha organizzato per giorno 13 giugno una manifestazione che si svolgerà in piazza Carmine.
“Siamo ormai al collasso non solo fisico ma anche morale e nonostante l’acqua sia un diritto sacrosanto sancito a livello mondiale, viviamo una situazione di assoluto degrado. Stiamo “lottando” con tutte le nostre forze, assieme ad altri Comitati Civici spontanei, ma da soli, la nostra richiesta non basta. Serve un passo più grande, una coscienza che coinvolga televisioni, giornali, radio, l’informazione in genere a livello anche nazionale. Siamo stanchi di chiedere, da anni, un diritto negato e indispensabile per la vita umana, la nostra vita, la nostra storia di uomini e donne di una terra fragile ma orgogliosa. Per le Istituzioni e l’Ente incaricato per la gestione, organizzazione e distribuzione dell’acqua (AICA con 80 ml di debiti) vale solo la loro legalità, ricca di abusi e ricatti. Per i cittadini il diritto all’acqua non esiste, non esiste equità sociale”, si legge nella nota del Comitato Civico. La manifestazione in contemporanea si svolgerà anche a Canicattì presso la villa comunale.
Alla manifestazione aderisce anche l’associazione “A testa Alta” di Licata. “Lo facciamo, scrivono in una nota, come soggetto autonomo, senza vincoli e senza deleghe, portando la nostra battaglia e le rivendicazioni che da sempre ci appartengono. Lo facciamo perché questa è la nostra battaglia da anni. Dal 2022 al settembre 2025 abbiamo fatto parte della Consulta delle associazioni di AICA, l’organo di partecipazione previsto dallo Statuto: con altre associazioni che condividevano la nostra stessa passione civica abbiamo studiato bilanci, indicato inadempienze, proposto correttivi, presentato esposti, chiesto trasparenza ed equità. Quasi sempre siamo rimasti inascoltati. Poi, con una delibera del 18 settembre 2025, quella esperienza è stata chiusa: si è azzerato lo spazio di partecipazione, e i Sindaci dei comuni soci, Licata compresa, non hanno mosso un dito in difesa delle associazioni civiche, lasciando che si mettesse a tacere chi indicava le loro stesse inadempienze. Non si è risposto alle critiche: si è cancellato chi le muoveva. Ma quella voce non si è spenta, e oggi torna in piazza. Le nostre rivendicazioni restano sul tavolo, perché nessuno le ha risolte”, continua l’associazione che chiede: “trasparenza piena sugli atti, le gare, gli affidamenti. Chiediamo prevenzione della corruzione e controllo reale da parte dei Comuni soci, che possiedono l’azienda e hanno il dovere di vigilare su di essa. Chiediamo tariffe eque, fondate sui consumi reali e la fine della disparità con le utenze ancora a forfait. Chiediamo efficienza del servizio e fine dello spreco: una rete colabrodo che disperde per strada gran parte dell’acqua immessa è essa stessa la prima causa della carenza, e la carenza non si combatte comprando acqua a caro prezzo dal sovrambito, ma recuperando le fonti che l’Ambito già possiede. Chiediamo efficienza del servizio e fine dello spreco, recuperando le fonti che l’Ambito già possiede invece di comprare acqua a caro prezzo dal sovrambito. Chiediamo che il diritto all’acqua sia garantito a tutti, e per primi ai più deboli, penalizzati da turni di erogazione insostenibili e da un servizio autobotte che grava su chi meno può permetterselo. Chiediamo che si affronti finalmente la questione della depurazione: a Licata l’impianto di contrada Ripellino scarica alla foce del Salso in violazione della Legge Regionale n. 27/1986, sotto Girgenti Acque ieri e sotto AICA oggi, mentre le acque depurate potrebbero essere riutilizzate per uso irriguo. Mentre gli invasi sono pieni e la siccità non è più un alibi, la provincia torna in emergenza e l’acqua resta intrappolata tra bilanci e diffide. La verità è semplice: non si esce da una crisi affidandola a chi l’ha causata. Per questo il 13 giugno saremo in piazza. Non per delega, concludono, non per appartenenza, ma per contribuire a una battaglia che è di tutti.”

