Politica

Siccità, il grido di allarme dei sindaci: “Agricoltura in ginocchio, rischiamo di perdere tutto”

Dodici sindaci dell'area interna della provincia di Agrigento hanno dato vita a un sit-in di protesta alla diga Castello

Pubblicato 3 settimane fa

Oggi ci troviamo a fronteggiare una crisi idrica che minaccia non solo il nostro presente, ma anche il futuro delle generazioni a venire; una crisi idrica che sta mettendo in ginocchio produttori e agricoltori, carenza di acqua che mette a rischio non solo i raccolti, ma anche l’intero tessuto economico e sociale di Bivona e di tutto il comprensorio. Ed è per questo che stamattina i sindaci del comprensorio agricolo di Ribera, che comprende anche i comuni di Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Caltabellotta, Calamonaci, Cattolica Eraclea, Cianciana, Montallegro, Lucca Sicula, Santo Stefano Quisquina e Villafranca Sicula, hanno dato vita a un sit-in di protesta alla diga Castello che ha visto la partecipazione di tanti cittadini per portare all’attenzione delle autorità competenti la gravità della situazione.

Gli agricoltori, pilastri della nostra comunità, lottano disperatamente per mantenere viva la nostra terra e le nostre colture. L’acqua, risorsa vitale per le nostre campagne, scarseggia in modo preoccupante. Senza la possibilità di irrigare la nostra Pesca bivona IGP si compromette il lavoro di intere generazioni e la sopravvivenza delle famiglie che dipendono dall’agricoltura”, dichiara il sindaco di Bivona Milko Cinà. “Per la pesca l’acqua è necessaria subito perché più passa il tempo, dice il sindaco, e più rischiamo di perdere tutto”.

La zona di produzione della Pescabivona Igp ricade all’interno del bacino idrografico del fiume Magazzolo a sud-ovest dei Monti Sicani e interessa in particolare il territorio dei Bivona, Alessandria della Rocca, Santo Stefano Quisquina e San Biagio Platani in provincia di Agrigento. E poi di Palazzo Adriano in provincia di Palermo. Una coltivazione che, nel corso degli anni, si è potuta affermare sui mercati grazie anche alla possibilità di ricorrere alla diga Castello per le necessarie irrigazioni dei pescheti. Ma la crisi idrica, e l’attuale utilizzo destinato esclusivamente agli usi civici dell’acqua contenuta in quell’invaso, stanno mettendo a repentaglio questa produzione di alta qualità, che garantisce il reddito a numerose famiglie del territorio.

I manifestanti si sono dati appuntamento a venerdì mattina, quando si recheranno a Palermo, in viale Campania, davanti la sede dell’assessorato regionale all’Energia e alle Acque, per un nuovo presidio di protesta.

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