Aica, i comuni soci continuano a non pagare: ignorati anche gli atti di precetto
Ammontano a oltre 8 milioni di euro i debiti dei sindaci verso la società consortile, ma nessuno sembra voler mettere mano al portafoglio
“E’ inutile bussare, qui non vi aprirà nessuno”. Così cantava Adriano Celentano, così è per Aica ogni volta che tenta, con qualunque mezzo, di recuperare dai comuni soci le somme dovute.
Una settimana fa circa diversi Municipi hanno ricevuto un avviso di pre precetto per chiedere il pagamento delle fatture per l’acqua consumata dalle strutture comunali ma anche per corrispondere alla società consortile le somme connesse al famoso anticipo che la Regione aveva destinato per l’avvio delle attività di Aica e che alcuni comuni dopo anni non hanno mai pagato.
Dopo queste lettere solo un paio di enti, ad oggi, si sono quantomeno attivati per chiedere informazioni, cioè Canicattì e Racalmuto rispetto a un atto che è sostanzialmente un’anomalia, cioè il precetto di un socio di una società per quanto pubblica. Il prossimo passo saranno i decreti ingiuntivi esecutivi che tenteranno di recuperare la bellezza di 8 milioni di euro, somme che ad Aica farebbero abbastanza comodo quantomeno per avere un po’ di margine in termini di liquidità.
Dall’altra parte i sindaci continuano a ignorare il problema, come se non fossero parte della consortile e non dipendesse da loro la sopravvivenza della società che ha riportato la gestione pubblica della risorsa idrica.




