Blitz “Proelio”, il figlio del boss Fragapane si rivolge alla Cassazione
I legali di Francesco Fragapane, di Santa Elisabetta, hanno proposto ricorso alla Corte di Cassazione contro la decisione del Tribunale del Riesame di Catania che, accogliendo la richiesta del pm della Dia, Valentina Sincero, ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’uomo, attualmente agli arresti domiciliari. L’udienza che discuterà dell’istanza di Fragapane si terrà […]
I legali di Francesco Fragapane, di Santa Elisabetta, hanno proposto ricorso alla Corte di Cassazione contro la decisione del Tribunale del Riesame di Catania che, accogliendo la richiesta del pm della Dia, Valentina Sincero, ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’uomo, attualmente agli arresti domiciliari.
L’udienza che discuterà dell’istanza di Fragapane si terrà il prossimo 28 dicembre. Il sabettesse è coinvolto nell’inchiesta denominata “Proelio” condotta dai carabinieri e che avrebbe individuato una presunta organizzazione dedita al traffico di droga con la vendita di cocaina nel territorio delle province di Ragusa ed Agrigento.
Tribunale della libertà di Catania ha anche accolto l’appello del sostituto procuratore, dott.ssa Sincero, ordinando gli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, per un altro degli agrigentini finiti indagati, il favarese Giuseppe Quaranta.
Francesco Fragapane, 37 anni, è figlio del boss Salvatore Fragapane, condannato all’ergastolo e ritenuto, in passato, uno dei capi di cosa nostra agrigentina.
L’operazione “Proelio” scatta il 6 giugno scorso. Viene eseguita dai carabinieri, su delega della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania, che arrestano 19 persone tra Calabria e le province di Ragusa e Agrigento indagate, a vario titolo, di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, e di furti di bestiame.
Tra i coinvolti anche Roberto Lampasona, 40 anni, anche lui di Santa Elisabetta, Antonino Mangione 37 di Raffadali; Girolamo Campione, 40 anni di Burgio, inteso “Gigi”.

