Cala il sipario su Agrigento2025, Firetto: “Una occasione amaramente sprecata”
Il commento del consigliere comunale ed ex sindaco di Agrigento
Si spengono i riflettori su Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025.
“Non è tempo di esultanze, né di processi sommari. È tempo, più semplicemente, di verità.Le criticità erano evidenti sin dall’inizio. Sono state segnalate, argomentate, messe nero su bianco. Non per spirito di contrapposizione, né per unirsi al coro di chi osserva da bordo campo. In quel momento, semmai, serviva lavorare: provare a salvare il salvabile, a raddrizzare una traiettoria che mostrava già segni di affanno. Oggi il bilancio non è un’opinione”, dice il consigliere comunale Calogero Firetto, ex sindaco di Agrigento, a margine della cerimonia di passaggio di testimone del titolo di capitale della cultura tra Agrigento e L’Aquila. “ È nei numeri delle presenze turistiche attese e rimaste tali. È nel cambio di passo annunciato e mai davvero compiuto. È nelle occasioni perdute per raccontare al mondo il fermento culturale di una città che possiede tesori ineguagliabili, ma che non basta nominare per renderli vivi. La politica – e l’amministrazione con essa – non si misura sulle intenzioni, ma sulla capacità di trasformare un’opportunità in visione, e una visione in risultati. Qui, invece, si è spesso proceduto per aggiustamenti tardivi, per tentativi di rimediare a ciò che richiedeva cura preventiva, metodo, governo del tempo. Quando la cura diventa toppa, il destino è già in larga parte scritto.
Non c’è compiacimento nel dirlo. C’è amarezza. Perché questa occasione si poteva giocare diversamente”, continua Firetto che sottolinea: “E perché, mentre si rincorreva l’emergenza, la corsa verso il baratro diventava sempre più difficile da arrestare. Ora restano i cocci. Raccolti con dignità, senza retorica. Ripartire è possibile solo così: con onore, con lucidità, e con la consapevolezza che le città non si salvano con gli slogan, ma con la responsabilità. E con il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Una occasione amaramente sprecata”, ha concluso.






