Canicattì e Licata scendono in piazza: “Vogliamo l’acqua” (VIDEO)
Centinaia di persone sono scese in piazza a protestare per la mancanza di acqua. “Vogliamo sapere perchè nel 2026 non riusciamo neanche a fare una doccia”
Canicattì e Licata scendono in piazza a protestare per la mancanza di acqua. Nel primo centro dell’Agrigentino la manifestazione è stata organizzata dal comitato apartitico “Acqua Bene Comune”. Centinaia le persone che si sono radunate davanti la villa comunale al Viale della Vittoria. Contemporaneamente anche a Licata si è tenuto un corteo con le stesse finalità.
“Voglio sapere perchè nel 2026 non riesco a fare la doccia – dice ai nostri microfoni una cittadina – sono 32 anni che pago regolarmente le bollette e stamattina non riesco a lavare casa. Io chiedo l’acqua perchè pago e pomeriggio andrò dal sindaco o dalla presidente Aica a pulire.”
A Licata presente anche il deputato regionale Angelo Cambiano che ha dichiarato: “nel 2026 è inaccettabile dover reclamare un servizio essenziale. La politica deve assumersi le proprie responsabilità: inefficienze, mancate programmazioni e zero investimenti hanno penalizzato cittadini, agricoltura e turismo. Eppure i fondi ci sono: a mia prima firma è stato approvato un emendamento da 441.000 euro per un modulo terziario al depuratore cittadino. Questo permetterebbe di destinare agli agricoltori 70 litri d’acqua al secondo, attualmente sversati in mare. È mancata solo la volontà e l’azione”.
Il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino facendosi portavoce dei sindaci dei Comuni agrigentini, chiede un intervento immediato della Regione Siciliana per garantire continuità e certezza nell’approvvigionamento idrico. “Siamo alle porte della stagione turistica – dichiara Pendolino – e tra poche settimane migliaia di turisti e di nostri concittadini emigrati verranno a trascorrere le vacanze con le proprie famiglie. Non possiamo permettere che l’intera provincia di Agrigento, dalla fascia costiera alle aree interne, si presenti a questo appuntamento con una situazione di assoluta precarietà sul fronte dell’acqua. Il Presidente evidenzia come l’aumento della portata idrica concesso da Siciliacque ad AICA sia stato confermato soltanto per il mese di giugno. La società ha infatti autorizzato un incremento temporaneo di 60 litri al secondo, rinviando ogni decisione successiva alla definizione di accordi finanziari strutturali. “Prendiamo atto dello sforzo compiuto per il mese di giugno, ma non possiamo accettare che il futuro della nostra provincia venga programmato di mese in mese. I cittadini, i sindaci, gli operatori economici e turistici hanno bisogno di certezze. È impensabile affrontare i prossimi mesi, senza avere garanzie su quali saranno le disponibilità idriche effettive”. Pendolino sottolinea inoltre come la situazione appaia ancora più incomprensibile alla luce delle condizioni degli invasi siciliani: “I nostri cittadini non comprendono come sia possibile continuare a parlare di riduzione delle portate mentre gli invasi registrano livelli ben diversi rispetto a quelli dello scorso anno. Non è più tollerabile che un territorio già duramente provato da mesi di emergenza debba continuare a vivere nell’incertezza e nel timore di nuove restrizioni” Per questo motivo il Presidente del Libero Consorzio, interpretando le preoccupazioni espresse dai sindaci dell’intera provincia, rivolge un appello al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, all’Assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità e al Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti affinché venga affrontata con la massima urgenza la questione. “A nome dei sindaci della provincia di Agrigento chiedo un incontro urgente con il Presidente Schifani, da tenersi possibilmente entro il prossimo mercoledì, per individuare soluzioni definitive e garantire ai nostri territori la necessaria disponibilità idrica per tutta la stagione estiva. Non stiamo difendendo soltanto un servizio essenziale, ma il diritto delle nostre comunità a vivere, lavorare e accogliere dignitosamente chi sceglie di visitare o ritornare nella nostra terra. La provincia di Agrigento non può essere lasciata sola. Occorre una risposta immediata e concreta da parte delle istituzioni regionali per scongiurare una crisi che rischia di avere pesanti conseguenze sociali, economiche e turistiche sull’intero territorio.”

