Colletta diocesana «Insieme per la Palestina»: raccolti oltre 30.000 euro
“La nostra Chiesa locale ha scelto di non voltarsi dall'altra parte”, ha dichiarato il direttore Caritas, Valerio Landri
A 892 giorni dall’inizio della fase più cruenta del conflitto israelo-palestinese, la comunità ecclesiale di Agrigento risponde all’appello alla solidarietà con un segno concreto di speranza e prossimità. La Caritas Diocesana, attraverso il suo direttore Valerio Landri, rende noti gli esiti della colletta «Insieme per la Palestina» e delinea le prossime tappe dell’impegno umanitario e diplomatico sul campo.
Dall’ottobre 2023, la violenza ha strappato oltre 70.000 vite, tra cui più di 20.000 bambini, rendendo la Striscia di Gaza un luogo inabitabile. In questo scenario, la rete Caritas non ha mai interrotto il supporto, articolando l’intervento su tre pilastri: assistenza umanitaria di emergenza, riabilitazione socio-economica e promozione della riconciliazione. Al dicembre 2025, l’impegno finanziario di Caritas Italiana ha superato i 2 milioni di euro.
L’appello lanciato dalla Chiesa agrigentina tramite Caritas diocesana lo scorso novembre ha trovato una risposta corale che è andata oltre ogni aspettativa, proseguendo con donazioni spontanee anche nei primi mesi del 2026.
Fondi raccolti da parrocchie e privati: € 20.486,50 €; Integrazione da fondi propri Caritas Agrigento: € 9.513,50, Totale: € 30.000,00
L’intera somma sarà destinata a due direttrici strategiche in coordinamento con Caritas Italiana: Sostegno diretto a Gaza: fornitura di beni di prima necessità (cibo, farmaci, igiene) per le famiglie sfollate che ancora resistono nella Striscia. Costruzione della pace: supporto all’Associazione Israelo-Palestinese «Neve Shalom – Wahat al-Salam» (Oasi della Pace). Fondata negli anni ’70 su terreno demilitarizzato, Neve Shalom rappresenta un modello unico di convivenza paritaria tra ebrei e arabi palestinesi. Il contributo agrigentino sosterrà in particolare la «School for Peace», attiva in 8 college e università israeliane per abbattere i pregiudizi e formare le nuove generazioni al dialogo interculturale. Per ulteriori approfondimenti: https://wasns.org
“Mentre il mondo guarda con angoscia alle macerie di Gaza -dichiara il direttore, Valerio Landri – la nostra Chiesa locale ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Con questa donazione non portiamo solo aiuti materiali, ma investiamo in quella che chiamiamo ‘profezia della convivenza’. Supportare Neve Shalom significa credere che un futuro diverso sia possibile proprio lì dove oggi sembra regnare solo l’odio. Inizia ora una seconda fase di monitoraggio e rafforzamento della nostra rete, per passare dall’emergenza alla ricostruzione del tessuto umano e sociale.”




