Cosa resta del pentito Tuzzolino?
Cosa resta di Giuseppe Tuzzolino, architetto, pentito, scoppiettante collaboratore di giustizia agrigentino che per due stagioni ha tenuto banco alimentando le cronache giudiziarie e personali di mezza Italia. Desideriamo rendere pubblico un nostro pensiero: noi, Grandangolo, questo direttore, su Tuzzolino ci siamo spesi con particolare attenzione. Diciamo pure attentissimi. E interveniamo dopo la diffusione di […]
Cosa resta di Giuseppe Tuzzolino, architetto, pentito, scoppiettante collaboratore di giustizia agrigentino che per due stagioni ha tenuto banco alimentando le cronache giudiziarie e personali di mezza Italia.
Desideriamo rendere pubblico un nostro pensiero: noi, Grandangolo, questo direttore, su Tuzzolino ci siamo spesi con particolare attenzione. Diciamo pure attentissimi.
E interveniamo dopo la diffusione di un comunicato stampa del procuratore capo della Repubblica di Caltanissetta, Amedeo Bertone.
Comunicato-stampa-arresto-Tuzzolino
Desideriamo dire la nostra non fosse altro perché nel tempo, ci siamo imbattuti in due fatti molto strani e gravi.
Il primo: una durissima reprimenda dell’allora procuratore aggiunto di Palermo, Teresa Principato (che stimiamo e continuiamo a stimare) mentre quasi contemporaneamente si consumava uno scontro epico sinanco con il procuratore capo della Repubblica di Palermo, Lo Voi, certificato davanti la Commissione parlamentare antimafia.
Un fatto inusuale, quasi incredibile, che un procuratore aggiunto interrompa la sua domenica di riposo per chiamare agenzie di stampa amiche e dettare un comunicato al vetriolo contro questo giornale e questo direttore che, incredibile ma vero, si erano limitato a riprendere una notizia riguardante Tuzzolino, pubblicata da un sito importante e valoroso.
Era il 12 aprile 2015.
Il direttore di questo giornale, pubblicamente rimase zitto, mise nero su bianco scrivendo all’Ordine dei giornalisti (prontamente intervenuto in sua difesa) quanto segue: “L’iniziativa del pm Principato è fuori misura. A questo punto ho paura. Più dei mafiosi. Difendetemi”.
Non è finita.
Un mese fa, sempre questo direttore è stato costretto a difendersi dall’accusa di aver rivelato il pentimento dell’architetto Tuzzolino dato 2014.
Una notizia di cui tutti erano a conoscenza, un segreto di Pulcinella moltiplicato per dieci, alimentato probabilmente dallo stesso Tuzzolino, che nelle more, non disdegnava di ricattare le sue vittime (procedimento penale in corso Procura di Gela, parte offesa Rocco Luca, titolare di rinomata concessionaria).
Siamo stati zitti, abbiamo tenuto un profilo molto basso e abbiamo aspettato gli eventi non mancando di segnalare che Tuzzolino ci sembrava, a volte, farlocco.
I nostri sospetti si sono rivelati veri.
Come vere sono le nostre preoccupazioni se più Procure mirano ad indebolire questo giornale con le vicende che vi abbiamo raccontato.
Cosa resta di Tuzzolino dopo il comunicato del procuratore capo di Caltanissetta che qui vi proponiamo per la gravità delle affermazioni e la gravità delle intuizioni?
Resta molto poco, quasi nulla. Nonostante la bontà del teste su particolari e ben individuate vicende.
Adesso sarà battaglia su ogni fronte, fermo restando che oggi ad Agrigento e in mezza Italia numerose sono state le bottiglie di spumante stappate dopo aver appreso la notizia dell’arresto di Tuzzolino.
Così va il mondo.
Ma sarebbe opportuno che tutti, non innamorandosi di tesi preconcette, non diano credito ad un proprio ragionamento accusando ingiustamente altri.
Esattamente come fa, per la Procura di Caltanissetta, Tuzzolino.
Se così fosse, il mondo andrebbe avanti meglio.



