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Crisi idrica, i canicattinesi scendono in piazza a protestare: “l’acqua è un bene primario e di tutti”

Nonostante la pioggia in tanti questa mattina si sono radunati davanti il Palazzo di Città per protestare. Si sono registrati momenti di tensione

Pubblicato 2 ore fa



I cittadini di Canicattì sono esasperati. Da una settimana sono a secco; gli autobottisti sono fermi, e di conseguenza loro non hanno acqua nelle loro case. Molte attività hanno chiuso le loro saracinesche. E’ una vera e propria emergenza sociale. Nonostante la pioggia, muniti di ombrelli, in tanti questa mattina si sono radunati davanti il Comune di Canicattì per protestare. A sostenere la battaglia del popolo presente il vicepresidente del consiglio comunale, Giuseppe Alaimo.

Vogliamo l’acqua. Ci hanno abbandonato tutti, primo tra tutti il sindaco. Abbiamo bambini, disabili, anziani a casa, e siamo senza acqua. Come si fa?”. Sono le parole di una donna, arrabbiata e amareggiata. E’ un eco comune. Molte famiglie, in questi anni, hanno staccato il contratto con la società che gestisce il servizio idrico, e si sono sempre riforniti per mezzo di autobotti. Dall’altro lato gli autobottisti, hanno già da lunedì scorso, incrociato le braccia, chiedendo ad Aica e al Comune, di provvedere con la messa in funzione di altri punti di approvvigionamento; uno non basta, le autobotti sono circa 30. Ma la situazione riguarda anche chi è regolarmente allacciato ad Aica e non riceve acqua o la riceve in quantità insufficiente; ed è il caso di un’attività che ha dovuto chiudere i battenti. “Io sono qui, pago regolarmente contratto, autobotti e continuo ad avere problemi. E’ una situazione insostenibile”, dichiara la titolare di una panineria. Salvatore Licari componente dell’ex consulta di Aica, dice: “Siamo in decreto di emergenza fino a maggio 2026. L’acqua non può essere negata ai cittadini. Aica, Ati idrico stanno agendo fuori legge. Aica va commissariata. La città non può essere schiacciata cosi”.

Durante la manifestazione, non sono mancate le tensioni. “Blocchiamo la città, qui non risolviamo nulla”; gridava un cittadino. Dalle parole ai fatti. Polizia, Carabinieri, Finanza, in tenuta antisommossa sono riusciti a bloccare il corteo abusivo e a far tornare tutto alla normalità.

AICA nel frattempo per mezzo di un comunicato stampa comunica “che da oggi è stato fortemente incrementato l’apporto di risorsa idrica ai serbatoi del Comune di Canicattì. Un intervento concreto e immediato, finalizzato a ridurre progressivamente le turnazioni, migliorare la continuità del servizio e garantire una maggiore disponibilità d’acqua anche in considerazione del significativo numero di nuovi utenti che stanno regolarizzando la propria posizione e procedendo all’allaccio alla rete idrica“.

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