Agrigento

Ecua, è scontro sulla presidenza Mangiacavallo: Ruvolo sbatte la porta

Il medico conferma le proprie dimissioni - già presentate a fine settembre - dalla vicepresidenza ed esclude ogni volontà di ricoprire nuovamente il ruolo.

Pubblicato 1 giorno fa

Non è uno scontro istituzionale, ma poco ci manca. Dopo la fumata bianca di fine dicembre che ha di fatto momentaneamente bloccato l’insediamento del nuovo presidente di Ecua, Nené Mangiacavallo, il consorzio Universitario “Empedocle” torna nell’occhio del ciclone.

Con una lettera dai toni durissimi, il già vicepresidente Giovanni Ruvolo ha confermato le proprie dimissioni irrevocabili dalla carica definendo il proprio gesto un “atto di protesta civile” contro i recenti ribaltoni ai vertici dell’ente.

Al centro della contesa c’è appunto la staffetta alla presidenza decisa dalla Giunta Regionale, che ha portato alla sostituzione dell’uscente Giovanni Perino con Mangiacavallo. Per Ruvolo, si è trattato di dimissioni “indotte” che rischiano di riportare l’ente verso modelli gestionali fallimentari.

Il ritorno di Mangiacavallo – che era già stato alla guida dell’Ecua tra il 2019 e il 2022 – non è visto come un rilancio, ma come un’operazione che potrebbe “interrompere il processo di risanamento appena avviato”.

Ruvolo rivendica con forza il lavoro svolto dal marzo 2024 ad oggi. Nonostante la governance operasse in regime di prorogatio, l’ex Vice-Presidente evidenzia il conseguimento di risultati finanziari significativi come l’incasso di oltre 1,3 milioni di euro di contributi regionali (relativi alle annualità 2022-2024), che non erano stati riscossi dalle gestioni precedenti; l’avvio di un tavolo tecnico per risolvere l’enorme contenzioso con l’Università di Palermo (circa 8 milioni di euro) e con il Libero Consorzio Comunale (600.000 euro) e ‘istituzione di una nuova mensa universitaria e l’accordo per un servizio navetta Polo/Ospedale a tariffe agevolate per gli studenti di Infermieristica.

Il timore espresso da Ruvolo è che il Consorzio torni a essere “ostaggio di logiche estranee alla propria missione istituzionale” con un paventato rischio di una paralisi amministrativa.

“In coscienza, non posso avallare una scelta che ritengo pregiudizievole per la sostenibilità finanziaria dell’Ente e, soprattutto, per il diritto allo studio degli oltre 1.300 studenti iscritti ai corsi di laurea attivati nel territorio agrigentino – scrive Ruvolo -. Con la rinuncia all’incarico affidatomi – peraltro svolto senza la corresponsione di alcun emolumento e tale da escludere in modo definitivo qualsiasi ipotesi o dubbio circa richieste, da parte del sottoscritto, di ulteriori incarichi istituzionali all’interno del Consorzio Universitario – intendo richiamare con forza l’attenzione di tutte le Istituzioni coinvolte”.

Insomma, il clima è agitato e in questa cornice che dovrà essere convocata una nuova assemblea dei soci che decida sul futuro della governance di Ecua a partire, appunto, dalla nomina di Mangiacavallo.

LA NOTA DELLA CGIL AGRIGENTO

La CGIL di Agrigento prende atto del comunicato stampa del dimissionario  Vicepresidente dell’Empedocle – Consorzio Universitario di Agrigento, dott. Giovanni Ruvolo, con il quale ribadisce le proprie dimissioni irrevocabili, accompagnandole da forti e preoccupate polemiche. Una presa di posizione che conferma, ancora una volta, lo stato di profonda crisi in cui versa il Consorzio Universitario, più volte denunciato dalla CGIL di Agrigento. Una crisi che rischia di diventare irreversibile se continueranno le liti e i regolamenti di conti tra partiti riconducibili alla maggioranza che sostiene il Governo regionale, liti che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico e con il diritto allo studio. Preoccupa, altresì, il silenzio dei Sindaci che dovrebbero difendere con tutte le proprie forze una delle poche realtà positive che la provincia di Agrigento possiede. Alla luce di quanto accaduto, la CGIL di Agrigento invita formalmente il Sindaco di Agrigento, che con il 64% delle quote rappresenta la maggioranza assoluta del Consorzio, a prendere atto della situazione e ad assumere le proprie responsabilità, consentendo l’insediamento della governance del Consorzio e della figura già designata alla Presidenza. Non farlo significherebbe condannare definitivamente il Consorzio Universitario di Agrigento. Sarebbe davvero imperdonabile perseverare in atteggiamenti di chiusura o di rinvio, le cui conseguenze ricadrebbero sugli studenti, sui lavoratori e sull’intero territorio agrigentino, già duramente provato. La CGIL di Agrigento avverte che, qualora nei prossimi giorni il Comune di Agrigento non consentisse l’insediamento della governance del Consorzio, l’Organizzazione sindacale attiverà tutti gli strumenti democratici e sindacali a propria disposizione per fare emergere, in tutte le sedi opportune, le responsabilità singole e politiche di questo grave stallo. Agrigento non può permettersi di perdere il proprio Consorzio Universitario per giochi di potere e irresponsabilità politiche.

L’APPELLO DELLE CONSIGLIERE COMUNALI ZICARI E BONGIOVI’ DELLA VI COMMISSIONE

“L’Università ad Agrigento deve essere sostenuta, non immobilizzata! Appello al Presidente Schifani. Presidente, torniamo a chiederle attenzione e cura per la nostra amata città, Agrigento. Per il nostro territorio l’Università, ovvero l’Ecua, è di fondamentale importanza. Siamo allarmate dalle notizie che leggiamo sulla stampa e la preghiamo di intervenire con tempestività per scongiurare ogni danno per gli studenti o per l’anno accademico in corso.A breve ci saranno le elezioni amministrative ad Agrigento, la nostra città ha bisogno di un clima sereno e della voglia di far funzionare le cose, chiudiamo la stagione delle incomprensioni e delle polemiche, apriamo un nuovo corso che abbia al centro il rilancio di Agrigento”, si legge nella nota.

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