Società

Intelligenza artificiale, la giornalista Annolino: “si rischia di smettere di pensare con la propria testa”

AD Communications ha avviato una campagna informativa allo scopo di richiamare l'attenzione sul fenomeno CHATGPT

Pubblicato 5 giorni fa

Oggi ormai usiamo l’intelligenza artificiale per fare tutto. È comoda e ci dà una mano a velocizzare la nostra vita: dal lavoro fino alle attività più banali arrivando persino a chiederle consigli, valutazioni o a considerarla un vero e proprio sostituto del dottore. C’è un rischio di cui si parla ancora troppo poco quando si affronta il tema dell’intelligenza artificiale generativa: quello di smettere, lentamente, di pensare con la propria testa. Lo vediamo chiaramente nelle scuole, tra i ragazzi, ma anche nel mondo del giornalismo e della comunicazione, dove ormai è comune utilizzare ChatGPT. Una rivoluzione tecnologica che offre opportunità straordinarie si, ma che porta con sé anche interrogativi che non possono più essere ignorati.
Per questo la giornalista agrigentina Deborah Annolino insieme al Team di AD Communications hanno avviato una campagna informativa declinata sui social allo scopo di richiamare l’attenzione sul fenomeno
CHATGPT ed invitare a riflettere non solo chi è un professionista del settore ma anche chi si improvvisa comunicatore (credendo di potersi sostituire) semplicemente avvalendosi di un fido delegato AI.

“Non è fare i negazionisti rifiutando l’innovazione, dice la giornalista Annolino, ma l’uso smodato che rischia di compromettere la qualità delle notizie e di far improvvisare comunicatore chiunque si affidi a un “fido delegato AI“. Credo con orgoglio di poter rappresentare un’ampia categoria di professionisti che hanno studiato, che hanno investito nella formazione, che credono nel buon giornalismo, nell’etica e nella deontologia. Che si battono per i propri diritti e si ingegnano ogni giorno nell’ambito delle loro collaborazioni. In questo momento c’è bisogno di rimanere uniti e compatti per rafforzare la nostra affidabilità e reputazione e ristabilire un po’ di ordine nel caos informativo della rete”, ha concluso la giornalista Annolino di AD Communications.

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