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Le scommesse cambiano la città?

Agrigento, insieme a Nuoro e Sassari, è tra le città che hanno fatto registrare l’aumento più significativo delle imprese che hanno come attività principale o esclusiva il gioco d’azzardo. E’ quanto emerge da una elaborazione della Camera di Commercio di Milano realizzata sui dati del registro delle imprese per gli anni 2016 e 2017. Se, […]

Pubblicato 8 anni fa

Agrigento, insieme a Nuoro e Sassari, è tra le città che hanno fatto registrare l’aumento più significativo delle imprese che hanno come attività principale o esclusiva il gioco d’azzardo. E’ quanto emerge da una elaborazione della Camera di Commercio di Milano realizzata sui dati del registro delle imprese per gli anni 2016 e 2017. Se, infatti, la percentuale di crescita nazionale si attesta intorno ad un +11%, nella nostra città il dato raggiunge il +48%: nel corso del biennio preso in considerazione, quindi, ad Agrigento, il numero dei punti scommesse e delle sale giochi è pressoché raddoppiato.

 

Il dato di crescita delle imprese che operano nel settore del gioco sul territorio non stupisce visto che le cifre in ballo sono da capogiro. Nel corso del 2016, secondo i dati messi a disposizione dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, gli italiani hanno speso tra slot machine, gratta e vinci, scommesse e lotterie varie circa 95 miliardi di euro e il comparto rappresenta l’1,1% dell’intero Prodotto Interno Lordo. Di questi, circa 11 miliardi sono rientrati allo Stato sotto forma di tributi e concessioni.

 

In Sicilia, sempre nello stesso periodo, la spesa complessiva per il gioco è stata di 4,2 miliardi di euro, cioè circa il 5% del PIL regionale. Tra i giochi nei quali la spesa è stata maggiore la fanno da padrone le slot machine e i più moderni apparecchi Vlt che hanno assorbito circa la metà della cifra totale (nella nostra regione sono presenti almeno 30mila macchinette di questo tipo). Seguono le scommesse sportive e ippiche con circa 300 milioni, il bingo con 241 milioni e poi quasi 92 milioni di euro in giochi come il superenalotto.

 

A fronte di questo boom del gioco d’azzardo è purtroppo in crescita anche il fenomeno della ludopatia. Il gioco d’azzardo patologico nella nostra regione riguarda almeno 90mila persone, il 5% della popolazione. Una delle province più colpite è quella di Ragusa con 4.500 soggetti affetti da gioco patologico. Un dato preoccupante nel suo complesso e ancora di più se si considera l’incidenza del fenomeno tra i giovani. Secondo una recente ricerca è emerso che poco meno del 50% della popolazione studentesca di età compresa tra i 14 e i 19 anni gioca d’azzardo e di questi circa il 10% presenta condizioni di gioco problematico o patologico.

 

Per fronteggiare la situazione, la regione Sicilia, tra le altre iniziative, nel 2017 ha finanziato il progetto “Con l’azzardo non si gioca” realizzato in collaborazione con le associazioni dei consumatori Aiutoludopatia promossa da Adoc, Acu, Associazione consumatori siciliani, Cittadinanzattiva, Lega consumatori e Sicilia consumatori. Il progetto punta a far nascere una rete di ascolto e intervento articolata in 9 centri, uno per ogni provincia, con presenza di personale qualificato o formato appositamente per monitorare i territori e prendere in cura i giocatori in difficoltà.

 

Tra le altre attività previste dal progetto c’è poi l’istituzione di un numero verde centralizzato a livello regionale al quale rivolgersi per informazioni e richieste d’intervento, la realizzazione di un sito web informativo, l’attivazione di una mail dedicata e iniziative educative e d’informazione studiate in maniera specifica per i giovani e il mondo della scuola.

 

 

 

 

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