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Legge Elettorale: sindaci Belice, modificare perimetro collegio

I sindaci del Belice chiedono di modificare il collegio elettorale disegnato dalla Commissione tecnica, che li vede accorpati ad alcuni comuni dell’agrigentino e a due isole. La richiesta e’ contenuta in una lettera ai senatori e ai deputati delle Commissioni Affari costituzionali di Senato e Camera che esaminano il decreto con i collegi, che l’Ansa […]

Pubblicato 8 anni fa

I sindaci del Belice chiedono di modificare il collegio elettorale disegnato dalla Commissione tecnica, che li vede accorpati ad alcuni comuni dell’agrigentino e a due isole. La richiesta e’ contenuta in una lettera ai senatori e ai deputati delle Commissioni Affari costituzionali di Senato e Camera che esaminano il decreto con i collegi, che l’Ansa ha visionato.

Nella lettera firmata dal sindaco di Partanna, Nicolo’ Catania, si parla di “una perimetrazione partorita senza alcuna cognizione di causa” e si chiede “un attento e razionale correttivo”. “Non si capisce – scrivono i sindaci – quale logica possa indurre a creare un collegio elettorale che unisce una porzione di comuni della provincia di Trapani i quali, rispetto al resto della provincia stanno cercando di risollevare le proprie sorti, con una miriade di comuni del profondo entroterra di Agrigento: come se cio’ non bastasse si aggiungono al collegio due singole isole appartenenti a due diversi arcipelaghi, quello delle Egadi e quello delle Pelagie (Pantelleria, Lampedua-Linosa)”. “Appare del tutto evidente – sottolineano – che viene meno il principio di rappresentanza al punto da farci sorgere spontaneamente una domanda: chi, come e quando potrebbe rappresentare un territorio cosi’ variegatamente composto?”. I sindaci parlano di “danni irreversibili” se verra’ confermato il perimetro del collegio: “infatti, e’ del tutto illogico che, da un verso gli enti locali facciano da tempo uno sforzo abnorme per uniformare le varie attivita’ di governance del territorio al fine di condividere scelte e creare condizioni di sviluppo univoche, mentre dall’altro verso il legislatore sia incurante nel valutare tutto cio’ e miope nel proporre soluzioni in controtendenza”. Per questo i sindaci si dichiarano “fiduciosi” di “adeguati correttivi” da parte delle Commissioni.

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