Agrigento

Maddalusa delenda est: acqua garantita solo ai fragili, ma in attesa della demolizione

Durissima nota della Prefettura e del Comitato per l'ordine e la sicurezza: chiesto al Comune di valutare anche lo sgombero della case senza abitabilità

Pubblicato 47 minuti fa

Alla fine la linea dura è ancor più netta di quanto le indiscrezioni lasciassero presagire. Come anticipato da Grandangoloagrigento.it questa mattina, pochi minuti fa è giunta alle redazioni giornalistiche una nota a firma della Prefettura di Agrigento con la quale si rende noto quanto deciso ieri durante un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che aveva come tema la situazione idrica a Maddalusa.

Un testo rigorosissimo nei toni e nei contenuti, che parte con un assunto ritenuto praticamente imprescindibile: “l’agglomerato urbano in argomento ricade interamente in zona A di inedificabilità assoluta del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi del Piano Paesaggistico” e pertanto “si è convenuto sulla necessità di ultimare la richiesta ricognizione in ordine alla situazione degli immobili dell’agglomerato, in quanto ogni manufatto può vantare situazioni specifiche e diverse dagli altri che non permettono un esame generalizzato”.

Il comunicato istituzionale chiarisce che “tutti i partecipanti” (per escludere possibili fughe in avanti) “hanno convenuto che la normativa urbanistico-edilizia impone la stretta e rigorosa verifica dell’ottemperanza ai provvedimenti ex art. 48 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, ed inoltre che non sussistono norme derogatorie in ordine alla possibilità di nuove attivazioni di utenze, neppure previste da parte dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente”.

Unica apertura concessa, la valutazione di potenziali criticità sanitarie o soggetti con disabilità o patologie, con il Comune che potrà concedere “su richiesta da parte degli interessati, l’approvvigionamento straordinario” ma non vita natural durante, ma solo “per il tempo strettamente necessario a definire il procedimento di valutazione dello stato dell’immobile, procedimento che potrà comportare l’immediato sgombero dell’immobile qualora dovesse essere accertata la mancanza delle condizioni per l’abitabilità”. Questo carica quindi sulle spalle del Municipio due responsabilità: provvedere con protezione civile a rifornire le situazioni di fragilità, ma anche sgomberare con la forza tutte quelle case – abusive o non abusive – che non avendo di fatto accesso alla risorsa idrica non sono abitabili, per quanto al Municipio spetterà l’onere di fornire misure di sostegno agli sfollati.

Lapidaria la conclusione: “È stato comunque ulteriormente rimarcato come la normativa vigente non prevede la possibilità di deroghe, stante, peraltro, la cronica presenza dei suddetti abusi edilizi, in ordine ai quali risulta oltremodo stringente l’esigenza di definire le istanze di sanatoria prodotte nel corso degli anni all’Amministrazione comunale”. Questo avrà potenzialmente un impatto rilevante anche sulle casse del Comune se si considera che molti abitanti della zona A negli anni hanno presentato e parzialmente pagato pratiche di sanatoria che sarebbero dovute essere respinte ma sono rimaste nel limbo. E quei soldi, da rivalutare con gli anni trascorsi, dovranno essere restituiti.

La lunga estate calda di Agrigento è appena iniziata.

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