Operazione Flower: le mani della banda su movida e buttafuori(vd e ft)

Redazione

Messina

Operazione Flower: le mani della banda su movida e buttafuori(vd e ft)

di Redazione
Pubblicato il Nov 5, 2019
Operazione Flower: le mani della banda su movida e buttafuori(vd e ft)

E’ stata battezzata “Flower” l’operazione della polizia di Stato che a Messina ha eseguito numerose misure cautelari. Decine gli agenti in azione dall’alba contro esponenti di spicco e fiancheggiatori appartenenti a una pericolosissima cellula criminale accusata di estorsioni e lesioni aggravate anche dal metodo mafioso, rapina aggravata e sequestro di persona.

Gli arrestati sono Vincenzo Gangemi, 45 anni); Domenico Mazzitello, 26 anni ed Eliseo Fiumara, 22 anni; domiciliari per Andrea Fusco, 21 anni, Placido Arena, 30 anni e Antonino Rizzo, 37 anni; provvedimento notificato in carcere a Giovanni Lo Duca,30 anni, Kevin Schepis, 20 anni e Giuseppe Esposito, 26 anni. Giovanni De Luca, 49 anni, è ricercato.

Il blitz è l’epilogo delle più recenti indagini condotte dalla Squadra mobile e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina, su una pericolosissima cellula delinquenziale che, nell’ambito della gestione dei servizi di sicurezza presso diversi locali di ritrovo in cui si concentra la movida della provincia messinese, era riuscita ad imporre – ai responsabili della sicurezza ed ai titolari di pubblici esercizi – la corresponsione di somme di denaro per l’assunzione di personale addetto alla vigilanza, tentando addirittura, in alcuni casi, di estromettere la concorrenza e gestire così, in totale autonomia, il redditizio settore dei presidi di sicurezza presso lidi, discoteche, locali notturni ed altro.

Ad alcuni componenti del gruppo criminale scoperto sono pure attribuite, tra i capi di imputazione provvisoria dell’ordinanza di custodia cautelare emessa, due cruente rapine commesse in armi e a volto travisato.

Operazione Flower

Le investigazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia di Messina, sono state sviluppate attraverso la combinazione di una serrata attività tecnica di intercettazione di comunicazioni telefoniche ed ambientali, visione di immagini tratte da impianti di video sorveglianza, servizi tecnico-dinamici sul territorio ed analisi di tabulati di traffico telefonico.

Le risultanze d’indagine, rimesse all’Autorità Giudiziaria inquirente, hanno quindi consentito ai Pubblici Ministeri titolari del relativo procedimento, i quali condividevano il quadro indiziario raccolto dagli investigatori della IV Sezione della Squadra Mobile messinese, di richiedere ed ottenere, dal competente Giudice per le Indagini Preliminari, la misura cautelare del massimo rigore nei confronti di 7 persone e quella degli arresti domiciliari a carico dei rimanenti tre.

Gli arrestati sono Vincenzo Gangemi, 45 anni); Domenico Mazzitello, 26 anni ed Eliseo Fiumara, 22 anni; domiciliari per Andrea Fusco, 21 anni, Placido Arena, 30 anni e Antonino Rizzo, 37 anni; provvedimento notificato in carcere a Giovanni Lo Duca,30 anni, Kevin Schepis, 20 anni e Giuseppe Esposito, 26 anni. Giovanni De Luca, 49 anni, è ricercato.

Lo Duca, De Luca, Schepis, Mazzitello e Gangemi sono chiamati a rispondere di concorso in estorsione, continuata ed aggravata dal metodo mafioso, perché, Lo Duca e De Luca, in qualità di mandanti, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, mediante violenza, consistita, da parte dello Schepis, nel provocare aggressioni fisiche apparentemente immotivate ai danni clienti di locali notturni, costringevano i proprietari dei menzionati locali e gli addetti alla sicurezza ad assumere Gangemi e Mazzitello, pur non avendo i predetti i necessari requisiti nonché a corrispondere del denaro per garantire la loro sicurezza e quella all’interno dei locali.

Le aggressioni fisiche erano, peraltro, particolarmente violente e, in alcune occasioni, provocavano ai malcapitati avventori dei locali, lesioni personali anche gravi con traumi e fratture.

Azioni criminose avvenute tra i mesi di maggio e giugno del corrente anno.

E ancora, Schepis, Esposito, Fiumara e De Luca sono chiamati a rispondere di concorso in rapina aggravata e sequestro di persona perché – i primi 3 quali autori materiali dell’azione delittuosa e il De Luca quale persona che ha fornito supporto logistico, mettendo a disposizione la propria abitazione – al fine di procurare a sé o ad altri in ingiusto profitto, facevano accesso in un supermercato del quartiere cittadino Maregrosso, con il volto travisato da passamontagna, con minaccia consistita nel brandire un fucile e una pistola, indirizzando le armi nei confronti dei presenti e tenendo costantemente sotto tiro una guardia giurata presa in ostaggio, si appropriavano del denaro custodito all’interno della cassaforte del valore di circa 12-14.000 Euro. Fatto delittuoso avvento il 18 maggio 2019.

Inoltre, Schepis ed Esposito sono chiamati a rispondere di concorso in altra rapina aggravata in quanto, al fine di procurare a sé o ad altri in ingiusto profitto, entrando all’interno di una sala scommesse ubicata nella zona sud della città, con il volto travisato da passamontagna e con minaccia consistita nel brandire un fucile, si appropriavano del denaro custodito all’interno dell’esercizio commerciale pari alla somma di Euro 3000. Episodio criminoso del 25 agosto 2019.

A Schepis, Fusco e Arena viene poi contestato il concorso – in concorso tra loro e con altre persone allo stato ignote – in lesioni personali aggravate dal metodo mafioso per aver provocato traumi e fratture ad alcuni avventori di locali notturni. Fatto avvenuto nella notte tra il 4 ed il 5 maggio 2019.

A Schepis, Arena e Rizzo di aver provocato– in concorso tra loro e con altre persone allo stato ignote – lesioni personali aggravate dal metodo mafioso ai danni di un avventore di un lido. Azione delittuosa del 19 giugno 2019.


Dal Web


Copyright © anno 2017 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 177 -
Numero telefonico: 351 533 9611- 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 -
Iscrizione R.O.C.: 22361 - Registrazione al Tribunale di Agrigento n. 264/04