Servizio idrico e ATI, nota stampa del Coordinamento Titano
Con un comunicato stampa inviato agli organi di informazione il Coordinamento Titano fa sapere: ” “Siamo fortemente convinti che , malgrado notizie di opposto sentore, l’ ATi nella seduta di venerdi prossimo giorno 27 proporrà l’ adozione dell’ ultima delibera di Arera , volta a concedere altro tempo al Gestore per sistemare la mancanza dei […]
Con un comunicato stampa inviato agli organi di informazione il Coordinamento Titano fa sapere: ”
“Siamo fortemente convinti che , malgrado notizie di opposto sentore, l’ ATi nella seduta di venerdi prossimo giorno 27 proporrà l’ adozione dell’ ultima delibera di Arera , volta a concedere altro tempo al Gestore per sistemare la mancanza dei prerequisiti previsti nella stessa ed al momento non avvierà la risoluzione, come da essa più volte , a parole, sbandierata. Cosa ci fa pensare questo ?
La totale assenza di iniziative ed il disinteresse per tutti i controlli da noi richiesti da undici mesi a questa parte,- continua la nota del Coordinamento Titano – i cui esiti sarebbero stati propedeutici all’ avvio della risoluzione. L’ assist , ricevuto da Arera , per allungare i tempi, arrivato al momento opportuno. Tutto ciò consentirà all’ attuale Ati di rinviare ad altri la responsabilità di avviare concretamente l’ iter, al di la del tanto sbandierato inizio. Ma perché il nostro Coordinamento ha espresso parere contrario a questa decisione ? Perché oggi invieremo una lettera ad Ati per chiederLe di applicare la seconda delibera di Arera che prevede una penalizzazione del 10 % sul piano tariffario a causa del mancato possesso dei prerequisiti e non concedere più altro tempo al Gestore ? Per un motivo elementare e molto semplice. I prerequisiti citati nella delibera sono di una natura ed una complessità tale che sarà praticamente impossibile eliminarli o risolverli nel poco tempo a disposizione.
Il riuscire a erogare l’ acqua h 24, il rimettere i depuratori in condizione di non essere in infrazione rispetto alle direttive della UE, e anche gli altri prerequisiti, richiedono investimenti e tempi di realizzazione sicuramente non conciliabili con quelli disponibili. Per questi motivi e speriamo vivamente di esserci sbagliati, molti rimarranno delusi e molti altri si sforzeranno di farci credere che questa e la strada giusta per arrivare all’ applicazione del referendum del 2011 per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato. Contenti loro !!!”.






