Truffa ai danni di un ufficio postale: arrestato 32enne
L’uomo è stato arrestato per il reato di rapina aggravata
La Polizia di Stato, nella serata di venerdì 20 marzo, nell’ambito dei consueti servizi di prevenzione e controllo del territorio disposti dal Questore della Provincia di Palermo, e finalizzati al contrasto del crimine diffuso e, segnatamente, ad infrenare il fenomeno dei reati predatori, ha tratto in arresto in flagranza di reato un 32enne cittadino italiano, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e la persona, nonché sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, resosi responsabile del reato di rapina aggravata ai danni di un ufficio postale.
Nello specifico, intorno alle ore 18:30, gli operatori dei Falchi della Squadra Mobile, intervenivano in questa via Enrico Toti, in quanto era stata segnalata – su linea di emergenza 112 Nue – una rapina consumata ai danni di un ufficio postale.
Nel frattempo gli agenti del Commissariato di P.S. “Porta Nuova”, già sopraggiunti sul luogo della segnalazione, venivano informati dal vicedirettore e dai dipendenti addetti agli sportelli (che avevano subito materialmente la rapina), che il malvivente, al fine di farsi consegnare il denaro contante, li aveva minacciati mostrando loro un oggetto avvolto con del nastro isolante di colore nero, il quale lasciava intravedere un display luminoso, come a riprodurre un ordigno rudimentale. Lo stesso, inoltre, aveva con sé un telecomando, con il quale minacciava i dipendenti di far esplodere l’ordigno, se non gli avessero consegnato l’intero incasso contenuto nel caveau.
Una volta ottenuto il denaro contante custodito all’interno della cassaforte temporizzata, il malfattore abbandonava l’ordigno all’interno di uno dei cestini dei rifiuti presenti nell’ufficio postale, per poi darsi alla fuga tra le strade del quartiere denominato “Santa Rosalia”, facendo così perdere temporaneamente le proprie tracce.
Un equipaggio dei “Falchi” della Squadra Mobile, a bordo di autovettura di servizio con colori di serie, si metteva immediatamente alle ricerche del responsabile dell’episodio delittuoso appena consumatosi, il quale veniva descritto come un soggetto dalla corporatura robusta, con indosso un giubbotto di colore scuro. Gli operatori, giunti all’altezza del civico 19 di questa via Enrico Toti, avevano modo di concentrare l’attenzione su un individuo corpulento che portava a tracolla uno zainetto e che, appiedato, si allontanava in direzione di Piazza Montegrappa.
Una volta raggiunto l’individuo sopra descritto, i poliziotti della Squadra Mobile notavano che questi – nonostante le basse temperature – stava sudando copiosamente e pertanto, insospettiti da detto particolare, lo sottoponevano a controllo di polizia. Invero, gli operatori, una volta giunti a pochi passi dal predetto individuo, lo riconoscevano in ragione dei precedenti di polizia annoverati. Questi, vistosi raggiunto dal personale di polizia, consegnava spontaneamente lo zaino che portava al seguito, all’interno del quale era contenuta la refurtiva appena prelevata dall’ufficio postale e consistente in tre mazzi di banconote in tagli da 20 e 50 € – ancora avvolte dalle fascette – ed ulteriore denaro contante, per una somma complessiva di euro 60.580,00 (sessantamilacinquecentoottanta,00).
I Falchi, a seguito di perquisizione personale rinveniva altresì, occultato all’interno di una tasca dei pantaloni, un piccolo telecomando, di quelli impiegati per l’apertura di cancelli elettrici, compatibile con l’apparecchio descritto dalle vittime durante le fasi della rapina.
Il 32enne ammettendo di essere l’autore dell’azione delittuosa perpetrata poco prima presso le poste di via Enrico Toti, conduceva il personale dei Falchi nella vicina via Salvatore Cusa dove, indicava il luogo in cui si era disfatto degli abiti indossati durante la rapina, che si presentavano riversi sul marciapiede e una volta recuperati posti in sequestro.
Il citato malfattore, per impedire il riconoscimento da parte delle Forze dell’Ordine, adoperava inoltre lo stratagemma di accorciarsi i baffi mediante l’uso di un rasoio elettrico, che portava al seguito, anch’esso, rinvenuto insieme ai vestiti, veniva posto in sequestro.
Sul luogo della rapina interveniva altresì personale degli artificieri al fine di mettere in sicurezza il presunto ordigno rimasto all’interno dell’ufficio postale, il quale, dopo essere stato ispezionato, si rivelava essere un simulacro costituito da tre tubi di cartone ed un bilancino di precisione munito di display luminoso, il tutto avvolto da nastro adesivo del tipo isolante, e presentava due fili elettrici di colore blu e marrone che pendevano all’esterno. Dopo averne accertato la natura inoffensiva, il personale degli artificieri lo poneva in sicurezza.
Alla luce delle evidenze raccolte, il 32enne veniva dunque tratto in arresto per il reato di rapina aggravata e, previe interlocuzioni telefoniche con il P.M. di turno della locale Procura della Repubblica, veniva collocato presso le camere di sicurezza della Caserma Pietro Lungaro, in attesa dell’udienza per direttissima, celebrata il successivo sabato 21 marzo.
Al termine del rito direttissimo, il Giudice presso il Tribunale di Palermo applicava nei confronti del predetto la misura della custodia cautelare in carcere, ragion per cui il reo veniva condotto presso la locale casa circondariale “A. Lorusso-Pagliarelli” di Palermo.




