Agrigento

Venditori abusivi a San leone, Codacons: “creiamo un bazar etnico in regola”

“Siamo ritornati a San Leone ed al Viale Della Vittoria, simbolo della Agrigento bene da mezzo secolo, entrambe le zone pullulavano di venditori abusivi di merce contraffatta di dubbia provenienza. Assessore Picarella, ci siamo rivolti a lei più e più volte, ci siamo messi a disposizione in quanto Associazione a difesa del consumatore e del territorio, le abbiamo chiesto […]

Pubblicato 5 anni fa

“Siamo ritornati a San Leone ed al Viale Della Vittoria, simbolo della Agrigento bene da mezzo secolo, entrambe le zone pullulavano di venditori abusivi di merce contraffatta di dubbia provenienza. Assessore Picarella, ci siamo rivolti a lei più e più volte, ci siamo messi a disposizione in quanto Associazione a difesa del consumatore e del territorio, le abbiamo chiesto se davvero vuole sconfiggere la vendita di merce contraffatta(lo sventolava quando dovevano nominarla assessore), ci siamo messi a disposizione per trovare una alternativa a questa gente, vogliamo aiutarli? Creiamo un bazar di merce proveniente dai loro paesi, un bazar in regola dove si possa vendere tutto tranne merce di dubbia provenienza.” Cosi il vicepresidente della Codacons Giuseppe Di Rosa. Noi siamo pronti ad un incontro, per programmare assieme, una vera lotta, ai mercati abusivi di merce contraffatta, una vera lotta che ti porta a vincere una guerra e non una battaglia, si studia, si programma, si organizza e si porta a compimento chiedendo l’ausilio del Prefetto e di conseguenza del nucleo interforze, non basta parlare, pubblicizzare, mettere delle transenne, e dare la colpa agli altri o alla carenza di personale. Basta parole, la vendita di merce contraffatta, è punita penalmente e non è una lotta contro chi vende ma contro chi produce e distribuisce merce contraffatta di dubbia provenienza. Ad Agrigento, continua la Codacons, sta passando un brutto messaggio, sembrerebbe che la mafia del contraffatto sia più forte delle istituzioni che dovrebbero rappresentare lo stato. Quanti avventori, sono stati multati in questi ultimi tempi, quanti cartelli che segnalano il “reato” che si compie acquistando “merce contraffatta” sono stati apposti nei posti dei mercati? Assessore Picarella, conclude Di Rosa, rimaniamo in attesa di una convocazione per esporre il nostro progetto di creazione di un bazar etnico, vogliamo aiutare questa gente? creiamo un bazar dove possano avere la possibilità di vendita commercianti in regola provenienti dalle più svariate parti del mondo, un bazar etnico, dove anche i nostri commercianti possano avere la possibilità di integrarsi alla vendita esponendo le nostre merci, un bazar in regola dove si possa vendere tutto tranne merce contraffatta di dubbia provenienza.”

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