Agrigento, palme in villa in cambio di appalto: condannato (4 mesi) l’ex presidente della Provincia D’Orsi
Quattro mesi di reclusione per l’ex presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi, accusato di “corruzione per l’esercizio della funzione” dato che secondo l’accusa, rappresentata in aula oggi dal Pm Carlo Cinque (l’inchiesta è stata condotta dall’aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Giacomo Forte oggi entrambi trasferiti in altra sede) si sarebbe fatto dare […]
Quattro mesi di reclusione per l’ex presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi, accusato di “corruzione per l’esercizio della funzione” dato che secondo l’accusa, rappresentata in aula oggi dal Pm Carlo Cinque (l’inchiesta è stata condotta dall’aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Giacomo Forte oggi entrambi trasferiti in altra sede) si sarebbe fatto dare da un vivaista quaranta palme del suo negozio, destinate alla sua villa di Montaperto, in cambio di un appalto consistente nella vendita alla Provincia regionale di tutte le piante dell’attività, prossima alla chiusura.
La sentenza è stata emessa poco fa dal collegio presieduto da Gianfranca Claudia Infantino (a latere Caruso e Tedde), modificando parzialmente la richiesta formulata dal pubblico ministero che aveva chiesto la condanna a sei mesi.
Il processo è una costola dell’inchiesta principale che ha portato alla condanna di D’Orsi a un anno di reclusione per l’accusa di avere ottenuto il rimborso di pranzi e cene senza che risultasse “adeguatamente motivato” il fine istituzionale. Per tutte le accuse principali – truffa, peculato, concussione e abuso di ufficio, racchiusi in diversi filoni di indagine – i giudici hanno deciso l’assoluzione ma l’appello della Procura non ha reso definitivo il verdetto. Per la vicenda delle palme, inizialmente qualificata come peculato, il Tribunale aveva emesso un’ordinanza con cui restituiva gli atti al pm ritenendo che il fatto andasse inquadrato come “corruzione per l’esercizio della funzione”.




