Agrigento, morte Vincenzo Rigoli: terza udienza con rinvio
E’ stata rinviata al prossimo 13 novembre l’udienza relativa al processo che vede imputati l’ex primario di Chirurgia dell’ospedale San Giovanni di Dio, Salvatore Napolitano, e il medico dello stesso reparto Sergio Sutera Sardo. Sono accusati di avere provocato la morte di Vincenzo Rigoli, il ragazzo di 19 anni coinvolto in un incidente stradale autonomo il […]
E’ stata rinviata al prossimo 13 novembre l’udienza relativa al processo che vede imputati l’ex primario di Chirurgia dell’ospedale San Giovanni di Dio, Salvatore Napolitano, e il medico dello stesso reparto Sergio Sutera Sardo. Sono accusati di avere provocato la morte di Vincenzo Rigoli, il ragazzo di 19 anni coinvolto in un incidente stradale autonomo il 17 dicembre del 2012 in contrada Gasena.
Oggi, davanti al giudice monocratico Maria Alessandra Tedde , avrebbe dovuto testimoniare uno dei medici legale, il dott. Ragazzi.
Nella scorsa udienza era stato escusso il dott. Rinella che aveva di fatto asserito che la superiore relazione è stata redatta esclusivamente sulla scorta delle perizie a firma del dott. Gianfranco Pullara, primo consulente d’ufficio – oggi deceduto – e di quelle a firma dei consulenti tecnici di parte, professori Paolo Procaccianti e Nello Grassi dell’Università di Palermo, unica documentazione trasmessa dal P.M. al fine dell’espletamento dell’incarico affidatogli e che, non avendo entrambi partecipato all’esame autoptico, null’altro avrebbero di fatto potuto asserire in merito all’evento.
I genitori del giovane avevano dichiarato: “E’ straziante ritrovarsi alle udienze con il dolore che portiamo dentro e con il quale non ci si può rassegnare a continuare a vivere, ma vedere finalmente concretizzarsi, a quasi cinque anni dall’accadimento, l’avvio di una fase dibattimentale che possa condurci all’uso della parola ‘fine’ all’agognata ricerca della verità su quanto accaduto a Vincenzo, ci impone di ritenere che le nostre ragioni avevano radici giuridico-legali ben solide. Nostro figlio non è morto a causa di un incidente stradale : lo abbiamo dimostrato con le perizie medico-legali dei nostri consulenti e con la stesura delle memorie dei nostri legali”.
“Auspichiamo, confermando ancora una volta la nostra piena fiducia nella magistratura giudicante, che si possa dare risposta univoca alla richiesta di giustizia che esercitiamo nei confronti di nostro figlio, con utilizzo di tempistica breve, nella speranza che quanto accaduto a Vincenzo non abbia più a verificarsi”.




