Agrigento

Obesità, seconda giornata di lavori al convegno promosso da Omceo Agrigento

Focus su complicanze, terapie innovative e ruolo della medicina territoriale nella gestione di una patologia cronica ad alto impatto

Pubblicato 53 minuti fa

Si è svolta questa mattina, nella sala conferenze del Dioscuri Bay Palace a San Leone, la seconda e ultima giornata del convegno “Obesità: sfida clinica e priorità di sanità pubblica”, promosso dall’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Omceo) di Agrigento con la responsabilità scientifica di Giuseppe Augello. Un appuntamento dedicato all’approfondimento delle molteplici dimensioni cliniche e sociali dell’obesità. La sessione ha riunito specialisti di diverse discipline per analizzare complicanze, percorsi terapeutici e nuove strategie di prevenzione, con un focus particolare sull’impatto della malattia nelle diverse fasce d’età e sul ruolo crescente della medicina territoriale.

“Concludiamo questa seconda giornata del convegno dedicato all’obesità – ha affermato Santo Pitruzzella, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Omceo) di Agrigento – trattando diversi altri aspetti e complicanze causate dall’obesità, tra cui la terapia bariatrica che si consiglia in alcuni casi, l’effetto immuno-infiammatorio e altri fattori che interessano questa patologia importante nel bambino e nell’adulto”.

I relatori del convegno hanno evidenziato come l’obesità rappresenti oggi una delle principali sfide di salute pubblica: una patologia cronica, complessa e in costante crescita, con ripercussioni che spaziano dal rischio cardiovascolare all’infiammazione sistemica, dalle apnee notturne ai disturbi metabolici.

Maurizio Averna, professore di Medicina interna all’Università di Palermo, ha richiamato l’attenzione sull’impatto epidemiologico crescente: “L’obesità – ha detto -contribuisce in modo determinante alle malattie cardiovascolari e le proiezioni future sono allarmanti”.

Sul piano fisiopatologico, Salvatore Corrao, direttore del dipartimento di Medicina clinica e Medicina interna all’ospedale Civico a Palermo, ha spiegato che non si tratta solo di peso in eccesso: “L’obesità è una malattia immuno infiammatoria: il grasso viscerale genera infiammazione e aumenta il rischio di molte patologie”. Le complicanze respiratorie sono state approfondite da Gaetano Cabibbo, direttore del dipartimento di Medicina all’Asp di Ragusa, che ha evidenziato il legame con la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osas): “La sonnolenza diurna è la complicanza più pericolosa, perché aumenta il rischio di incidenti stradali”. Sul fronte terapeutico, Roberto Baratta, endocrinologo all’Arnas Garibaldi di Catania, ha sottolineato la rivoluzione in corso grazie ai nuovi farmaci: “Oggi – ha spiegato – abbiamo terapie efficaci e sicure, anche per adolescenti e bambini, ma sempre insieme a stile di vita e dieta mediterranea”. L’importanza dell’attività fisica è stata ribadita da Fausto Crapanzano, direttore della UOC di Recupero e Riabilitazione funzionale al San Giovanni di Dio ad Agrigento, che l’ha definita una vera terapia: “L’esercizio fisico migliora salute, movimento e qualità della vita, riducendo i rischi legati all’obesità”.

L’obesità interessa anche, e soprattutto, la medicina territoriale. Ad approfondire l’argomento è stato Vito Sclafani, medico di Medicina generale a Sciacca e consigliere Omceo Agrigento: “Le AFT devono essere proattive nel promuovere stili di vita sani e nel prevenire le conseguenze dell’obesità”.

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