Sgomberata ma occupata: dopo 9 anni il Comune si attiva per liberare abitazione al Villaggio Mosè
La struttura era stata requisita perché abusiva, e quindi da destinare all'abbattimento: ma qualcosa si è inceppato
Un incredibile paradosso burocratico e di controllo del territorio è emerso nel cuore di Agrigento, portando alla luce una realtà che per quasi un decennio è rimasta totalmente invisibile agli occhi delle autorità locali.
L’amministrazione comunale ha firmato un’ordinanza dirigenziale di sgombero coatto per un immobile situato in via dei Fiumi, formalmente acquisito al patrimonio indisponibile dell’ente ben nove anni fa perché abusivo e quindi destinato alla demolizione, ma di fatto continuato a essere abitato in modo del tutto clandestino e senza che nessuno negli uffici municipali ne avesse la minima certezza o contezza.
La vicenda affonda le sue radici nel settembre del 2017, quando il Comune di Agrigento, a seguito di un verbale di inottemperanza per abusivismo edilizio, confiscò la struttura applicando la massima sanzione amministrativa prevista dalla legge. Da quel momento l’edificio avrebbe dovuto essere blindato, sgomberato definitivamente e sottratto alla disponibilità di chiunque, entrando a far parte dei beni gestiti dalla macchina pubblica. Tuttavia, per quasi un decennio, sulla proprietà è calato un silenzio fitto e impenetrabile, interrotto soltanto nella primavera dello scorso anno, quando una nota interna del Servizio Patrimonio ha formalmente sollecitato la Polizia Locale a procedere a verifiche a tappeto sugli immobili abusivi mai effettivamente presi in possesso.
I successivi accertamenti sul campo, culminati in una relazione di servizio del Nucleo Viabilità e Controllo del territorio della Polizia Locale depositata a metà giugno del 2026, hanno svelato la clamorosa sorpresa: all’interno di quelle mura formalmente pubbliche risiedeva stabilmente, e senza alcun titolo legittimo, l’uomo a cui era stata confiscata anni addietro.
Il provvedimento di autotutela esecutiva possessoria firmato dal dirigente del settore Patrimonio e Tributi non ha potuto fare altro che constatare l’assoluta illiceità di questa occupazione di fatto, ordinando l’immediato rilascio dei locali entro quindici giorni dalla notifica. Le autorità hanno ricordato come, trattandosi di una misura di urgenza a difesa del patrimonio demaniale e indisponibile, la procedura non preveda nemmeno la comunicazione di avvio del procedimento o il confronto con la parte interessata, richiamando una consolidata giurisprudenza amministrativa che definisce lo sgombero un atto dovuto e privo di mediazioni.


