Favara, niente domiciliari per Calogero Bellavia, “deve restare in cella”
Dovrà restare in carcere Calogero Bellavia, il giovane di 27 anni, di Favara, finito in manette l’anno scorso, inzieme allo zio Antonio Bellavia, 44 anni, con l’accusa di detenzione e porto illegale di arma clandestina e munizioni, oltreché di ricettazione. A disporlo il Tribunale del Riesame di Palermo, che ha respinto il ricorso presentato dalla […]
Dovrà restare in carcere Calogero Bellavia, il giovane di 27 anni, di Favara, finito in manette l’anno scorso, inzieme allo zio Antonio Bellavia, 44 anni, con l’accusa di detenzione e porto illegale di arma clandestina e munizioni, oltreché di ricettazione.
A disporlo il Tribunale del Riesame di Palermo, che ha respinto il ricorso presentato dalla difesa del giovane che chiedeva l’attenuazione della misura cautelare degli arresti domiciliari. Stessa decisione era stata presa dal Riesame anche nei confronti di Antonio Bellavia.
Antonio Bellavia, 44 anni, e il nipote, Calogero Bellavia, 27 anni, entrambi di Favara, arrestati lo scorso 13 giugno, dai carabinieri di Favara e finiti in carcere con l’accusa di detenzione e porto illegale di arma clandestina e munizioni e di ricettazione, vanno direttamente a processo senza celebrazione dell’udienza preliminare.
Il sostituto procuratore della Repubblica Andrea Maggioni, titolare dell’inchiesta, ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per i due indagati.
Le verifiche dei Ris di Messina, sulle armi, al termine di esami sofisticati, hanno consentito di ricostruire il numero di matricola, che era stata abrasa, da una delle pistole sequestrate, una pistola Smith & Wesson. L’altra pistola sequestrata, una Taurus, è stata individuata come l’arma rubata nel 2010 ad un altro favarese, Carmelo Nicotra, 34 anni, ferito in un agguato il 23 maggio scorso. I due Bellavia, insieme Calogero ed Emanuele Ferraro, 39 e 41 anni, e Carmelo Vardaro, 39 anni, sono anche indagati per tentato omicidio aggravato da mamfia prorprio ai danni di Nicotra (che a sua volta è indagato per ricettazione e riciclaggio)
Calogero Bellavia, figlio di Carmelo Bellavia – ucciso nel gennaio 2015 – fu il giovane pedinato e seguito per arrivare alla cattura del boss Gerlandino Messina il 23 ottobre 2010.


