Agrigento, omicidio Mattina: Procura chiede 30 anni di carcere per Riggio
La Procura di Agrigento, con il sostituto procuratore della Repubblica Simona Faga – che ha ereditato il fascicolo da Matteo Delpini oggi in altra sede – ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Vito Riggio, il palermitano 29enne reo confesso dell’omicidio del meccanico agrigentino Giuseppe Mattina. Il brutale omicidio è avvenuto il […]
La Procura di Agrigento, con il sostituto procuratore della Repubblica Simona Faga – che ha ereditato il fascicolo da Matteo Delpini oggi in altra sede – ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Vito Riggio, il palermitano 29enne reo confesso dell’omicidio del meccanico agrigentino Giuseppe Mattina. Il brutale omicidio è avvenuto il 5 maggio scorso all’interno di un’officina della zona industriale di Agrigento.
Il pm, al termine della requisitoria, contesta anche l’aggravante della crudeltà escludendo però la premeditazione. Riggio, che si consegnò ai poliziotti di Brancaccio a Palermo dopo l’omicidio, uccise l’ex socio in affari con delle coltellate e, successivamente, lo strangolò.
Secondo la parte civile, rappresentata dall’avvocato Salvatore Cusumano, ci sarebbero invece anche gli estremi per riconoscere la premeditazione dell’omicidio, invocata con forza durante la sua arringa, e un duplice movente: oltre a quello lavorativo, per alcuni dissidi, anche quello della gelosia. Infatti, ci sono alcune intercettazioni ambientali effettuate in carcere – mentre il reo confesso parla con il padre – in cui emerge questo aspetto.
Con riferimento alla premeditazione va detto che l’uomo, sempre secondo le intercettazioni avvenutoe in carcere, avrebbe già prima dell’omicidio pianificato il trasferimento definitivo della famiglia da Favara a Palermo in considerazione del fatto che lo stesso assassino aveva già deciso di costituirsi proprio nel capoluogo siciliano.





