Mafia, processo Icaro: scena muta di tutti gli imputati, al via audizioni dei testi della difesa
Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere gli imputati presenti questa mattina davanti al collegio di giudici presieduto da Pietro Maria Falcone nell’ambito del processo antimafia denominato “Icaro”. L’udienza riprendeva, come da calendario, proprio per l’esame degli imputati che però hanno preferito non parlare. Si tratta di Francesco Tortorici, Antonino Grimaldi, Gaspare Nilo Secolonovo […]
Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere gli imputati presenti questa mattina davanti al collegio di giudici presieduto da Pietro Maria Falcone nell’ambito del processo antimafia denominato “Icaro”.
L’udienza riprendeva, come da calendario, proprio per l’esame degli imputati che però hanno preferito non parlare. Si tratta di Francesco Tortorici, Antonino Grimaldi, Gaspare Nilo Secolonovo e i tre Marrella di Montallegro, tutti presenti in aula. Gli altri imputati, oggi non comparsi, sono Antonino Abate, 29 anni, Carmelo Bruno, 47 anni, Vito Campisi, 45 anni, Roberto Carobene, 38 anni, Pasquale Schembri, 53 anni e Ciro Tornatore, nel frattempo deceduto.
La parola è passata, dunque, ai testi chiamati a deporre dalle difese di Antonino Grimaldi e Stefano Marrella. Sul banco dei testimoni si sono seduti Salvatore Cutrino, imputato di reato connesso con Grimaldi in seguito ad alcune intercettazioni emerse proprio in questo procedimento (e per questo accompagnato dall’avvocato Piro), e del dottor Pumilia, un veterinario di Sciacca dipendente dell’associazione regionale allevatori. Entrambi hanno riferito sui rapporti intercorsi con Antonino Grimaldi e Pietro Campo, proprietari di allevamenti nell’agrigentino: “Conosco Pietro Campo – ha detto il primo teste – perché possiede animali pregiati e mi sono recato presso la sua azienda per comprarli”. Circostanza confermata anche dal medico: “Campo è proprietario di una delle aziende più importanti della Sicilia in materia di allevamento con la presenza delle Pecore della Valle del Belice, tra le più preziose.”
In seconda battuta sono stati chiamati a deporre i testi della difesa di Stefano Marrella: si tratta del genero di quest’ultimo, Pellegrino Di Giovanna, un ingegnere romagnolo e l’ avvocato riberese Pilato. I tre hanno riferito circa alcune operazioni commerciali nell’ambito del mercato fotovoltaico e dei rapporti con Mauro Capizzi (condannato nel primo troncone a 10 anni e 8 mesi in primo grado) che sarebbe dovuto essere il tramite per effettuare tali investimenti in Africa dove già da tempo aveva incentrato i propri interessi.




