Agrigento

Vizi Capitali, lo spettacolo di Aronica in tour aree archeologiche della Sicilia

Lo spettacolo Vizi Capitali, di Gaetano Aronica e Giovanni Volpe, prodotto dalla Fondazione Pirandello, in collaborazione con l’Ente parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, andrà in tour nella aree archeologiche della Sicilia. Il tour: 8 agosto – alba Teatro di Segesta, Dionisiache11 e 27 agosto – serale Spazio spettacoli Tempio di Giunone, Valle dei Templi (AG)12 […]

Pubblicato 5 anni fa

Lo spettacolo Vizi Capitali, di Gaetano Aronica e Giovanni Volpe,
prodotto dalla Fondazione Pirandello, in collaborazione con l’Ente 
parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, andrà in 
tour nella aree archeologiche della Sicilia.

Il tour:

8 agosto – alba Teatro di Segesta, Dionisiache
11 e 27 agosto – serale Spazio spettacoli Tempio di Giunone, Valle dei 
Templi (AG)

12 agosto – serale Caltagirone, piazzale dell’Apparizione Madonna del Ponte
16 agosto – alba Sambuca. Area archeologica Monte Adranone
17 agosto serale Sciacca Interno atrio inferiore del palazzo Comunale
21 agosto serale Villa Romana, area archeologica, Realmonte
23 agosto serale Eraclea Minoa Parco archeologico

Nota Regia di Gaetano Aronica e Giovanni Volpe

Antiche filosofie misteriche sostenevano che i quattro elementi della natura, aria, acqua, terra e fuoco, fossero in stretto collegamento con i quattro liquidi che circolano nel corpo umano, con le quattro età dell’uomo, i quattro temperamenti, le quattro stagioni e cosi via … e che un improvviso disequilibrio fra le parti generasse violenti disordini, in grado di creare distruzione e morte. Dove non è arrivata la natura, nel corso del tempo è arrivato l’uomo, disseminando veleni che mietono, come falci inesorabili, ogni forma di vita. Il grande medico e alchimista Paracelso afferma che il veleno non esiste, che è la dose che fa il veleno. “ Sola dosis venenum facit, nihil sine veneum est.”E non è forse vero? Le stesse sostanze che possono lenire o curare l’uomo, in una dose eccessiva possono distruggerlo. Il riferimento ai virus mortali che hanno attraversato la storia dell’umanità fino ai giorni nostri, risuona sinistro e inquietante. L’uomo ha dentro di sé tutte le risorse per arrivare alla conoscenza e al sommo bene così come al male più profondo, al crimine e alla devastazione. Dunque, se il veleno sta nelle dosi, la salvezza sta nella scelta. Questi veleni sono passati alla storia come Vizi o peccati capitali . Essi non sono altro che i sentimenti dell’uomo, degenerati a causa di un disequilibrio delle dosi, di uno scompenso violento, di un eccesso. Dalle virtù più nobili, dai sentimenti più puri, l’amore per esempio, possono nascere le passioni più violente, che corrodono il cuore dell’uomo e lo condannano alle azioni più turpi e ad una spaventosa solitudine. Ed è questo il teorema dello spettacolo, l’elemento di assoluta novità e necessità che ha imposto la nascita di questo progetto della Fondazione Teatro Pirandello. Sono i sentimenti dell’uomo i veleni più potenti e dalle loro dosi dipende il futuro dell’Umanità. I Vizi capitali non sono altro che virtù in eccesso; virtù dolcissime, pure in apparenza, nel cui cuore è penetrato il nero veleno del male. I personaggi sono ciechi, sordi, muti, ma non immuni, anzi forse più vivi, ma di una vita che brucia nel vizio stesso per il breve tempo della sua durata. Tra forme shakespeariane e chiaroscuri michelangioleschi, VIZI CAPITALI racconta e dipinge questo presente così come si farebbe nel corso di un “Festino in tempo di peste” , celebrato in un galeone fantasma alla deriva. Uno spettacolo rabbioso e selvaggio che capovolge ogni categoria e consegna allo spettatore la folle visione di un mondo diverso, attraverso i sette rimedi che il grande Paracelso contrapponeva ai sette vizi, il cui ultimo risuona come un monito, un grido nella notte di questi tempi scuri: non temere il domani-

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