Santa Margherita di Belìce, il ritratto di Carlo Pendola strappato e gettato davanti al Comune
Il disegno di Carlo, il 16enne morto in un incidente stradale, era esposto su un banner commemorativo fatto con amore dagli amici
A Santa Margherita di Belìce, il ritratto di Carlo Pendola, il sedicenne morto in un incidente stradale lo scorso novembre a Montevago, è stato strappato e gettato a terra davanti al Palazzo Comunale. Il disegno era esposto su un banner commemorativo, fatto con amore dagli amici per ricordarlo e tenere viva la sua memoria.
“Ci sono gesti che non possono essere definiti semplici bravate. Ci sono azioni che meritano una presa di distanza netta, forte e senza alcuna esitazione, perché colpiscono non soltanto un simbolo, ma il dolore umano, la memoria e il senso stesso di comunità.Un gesto simile non lascia spazio a interpretazioni. Non è ironia, non è leggerezza, non è superficialità: è una mancanza di rispetto enorme, che merita il più fermo disprezzo morale e civile. “, scrive in un post il consigliere comunale Onorio Di Giovanna.
Fanno eco le parole della giornalista Francesca Capizzi che scrive: “Non c’è alcuna giustificazione possibile. È un gesto freddo, insensibile e profondamente offensivo. Chi ha compiuto questo atto dovrebbe provare una forte vergogna. Si spera che attraverso le eventuali telecamere di sorveglianza possa essere individuato e chiamato a rispondere delle proprie azioni. E non mi fermerò qui…sarò al fianco della famiglia e farò tutto il possibile per sostenerli affinché i responsabili vengano individuati e chiamati a rispondere delle proprie azioni. Perché la memoria di un ragazzo non si tocca. Il dolore non si calpesta. Il rispetto non si distrugge. E chi ha visto parli.”

