La mafia della montagna, chiesti 6 anni e 8 mesi per l’ex sindaco di San Biagio Platani
Santo Sabella, già sindaco di San Biagio Platani, è stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa
Un accordo con il clan per conquistare il Comune di San Biagio Platani, nell’Agrigentino: cosi’, secondo l’accusa, Santo Sabella sarebbe riuscito a diventare sindaco e avrebbe poi ricambiato il favore garantendo affari e appalti agli uomini del boss Giuseppe Nugara. E’ la ricostruzione al centro del processo d’appello che vede imputato l’ex primo cittadino per concorso esterno in associazione mafiosa.
La Procura generale ha chiesto di confermare la condanna inflitta in primo grado sei anni e otto mesi di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici ritenendo provato il patto politico-mafioso che avrebbe condizionato le elezioni del 2014. Alla richiesta si sono associate anche le parti civili, tra cui Rosalba Di Piazza, candidata a sindaco sconfitta in quelle elezioni, e diverse associazioni antimafia. Secondo la sentenza di primo grado, Nugara avrebbe orchestrato nei dettagli la strategia elettorale, costruendo una finta contrapposizione di liste per favorire l’elezione di Sabella e garantirsi la gestione di appalti e interessi economici.
La difesa ha sempre respinto le accuse, parlando di un semplice rapporto di conoscenza tra compaesani. Nello stesso procedimento e’ imputato anche Salvatore Montalbano, 33 anni, di Favara, condannato in primo grado a quattro anni e nove mesi per spaccio di droga. Il processo, stralcio dell’inchiesta “Montagna”, riprendera’ il 27 aprile per le arringhe finali.





