I clan di Villaseta e Porto Empedocle, firmato il 41bis per James Burgio
L’empedoclino James Burgio finisce al 41bis. Il ministro della Giustizia ha firmato il decreto che prevede il “carcere duro”
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha firmato il decreto di applicazione del 41bis nei confronti dell’empedoclino James Burgio, 33 anni. Burgio, detenuto ormai da tempo, finisce così al cosiddetto “carcere duro”, una forma di detenzione particolarmente rigorosa destinata soprattutto agli autori di reati in materia di criminalità organizzata per impedire loro di rimanere in contatto con le associazioni di cui fanno parte. Il provvedimento potrà essere impugnato dalla difesa dell’empedoclino rappresentata dall’avvocato Salvatore Pennica.
James Buegio è in carcere dal 2018 per tentato omicidio. Nonostante il lungo periodo detentivo, secondo quanto emerso, avrebbe continuato a gestire affari anche dentro il carcere. La sua figura è emersa di recente nella maxi inchiesta sui clan mafiosi di Villaseta e Porto Empedocle. Tra il dicembre e l’estate scorsa i carabinieri hanno eseguito ben tre operazioni che hanno portato all’arresto di oltre 50 persone. Burgio, secondo quest’ultima attività investigativa, sarebbe al vertice di un’associazione in grado di imporsi nel mercato degli stupefacenti anche attraverso le intimidazioni con micidiali armi da fuoco.
Lo scopo del 41 bis è quello di “impedire i collegamenti” tra i detenuti e le associazioni criminali di appartenenza, sia all’esterno che all’interno del carcere. Perché sia applicabile, dunque, è necessario che l’autorità giudiziaria verifichi la presenza di legami ancora esistenti con l’associazione. Diverse misure sono applicabili a chi è sottoposto al 41 bis: l’isolamento (il detenuto ha una camera singola e non accede agli spazi comuni); l’ora d’aria limitata (solo due ore al giorno e sempre in isolamento) e la sorveglianza costante effettuata da un corpo speciale della polizia penitenziaria, che non ha contatti con gli altri poliziotti. Inoltre, i colloqui con famiglia e avvocati sono limitati: massimo uno al mese (nel 2013 però la Corte Costituzionale ha bocciato questa norma per quanto riguarda gli avvocati), senza contatto fisico (in presenza di un vetro divisorio) e con una durata ristretta. Solo chi non effettua colloqui, può essere autorizzato a chiamare una volta al mese per dieci minuti i familiari. Anche la posta è sottoposta a censura e gli oggetti che possono essere portati dall’esterno sono pochissimi.




