Montevago

Montevago, lutto cittadino per i funerali di Calogero Ippolito; Fra Luca Maria Gurrera: “Oggi ci manca la sua semplicità”

La città si è fermata per dare l'ultimo saluto al 40enne

Pubblicato 1 giorno fa

Bandiere a mezz’asta, chiusura degli esercizi commerciali e sospensione di attività ludiche e ricreative oggi a Montevago per l’ultimo saluto a Calogero Ippolito, tragicamente scomparso in un incidente stradale nella giornata di ieri lungo la Strada statale 188. I funerali si sono svolti questo pomeriggio presso la Chiesa Madre di Montevago; il Sindaco Margherita La Rocca ha proclamato il lutto cittadino. Il 40enne era molto conosciuto in città, lavorava presso una pizzeria.

Tanti sono stati i messaggi di cordoglio; paroli forti, che sono arrivati al cuore di ognuno quelle pronunciate da Fra Luca Maria Gurrera che scrive: “Quando se ne va una persona giovane, le parole sembrano sempre insufficienti, perché il dolore nasce anche da ciò che immaginiamo non vissuto, dai sogni che avrebbero potuto prendere forma. Nel pensare a Calogero non è stato difficile trovare una parola del Vangelo che lo rappresenti e al tempo stesso riassuma quello che lui è sempre stato, ed è proprio quella delle Beatitudini di Matteo 5,8: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. La vita semplice, come quella che Calogero ha vissuto, non è sinonimo di una vita povera di significato. È, invece, una vita abitata dall’essenziale, fatta di gesti quotidiani, di relazioni sincere, di una presenza discreta. È una vita che non ha cercato di apparire, ma di essere. Si Calogero è stato presente nella vita di ciascuno di noi, nella semplicità di ogni giorno, quella semplicità a cui forse, a volte, non abbiamo fatto tanto caso, ma che oggi ci accorgiamo che manca. In questa semplicità c’è spesso una purezza che non fa rumore, ma che parla a Dio. La purezza di cuore non è assenza di fragilità. Ma è un cuore che non si è lasciato indurire dalle convenzioni, che ha saputo fidarsi, che ha accolto la vita così com’era, anche quando non è stata facile. In un tempo in cui tutto chiede di correre, di possedere, di dimostrare, una vita semplice, come quella di Calogero, è una testimonianza silenziosa, ma profonda. Oggi non affidiamo a Dio solo una giovinezza interrotta, ma un cuore vero. A noi che restiamo, questa giovane vita di Calogero affida un messaggio silenzioso: custodire l’essenziale, non perdere la purezza del cuore, vivere con autenticità. Perché è così che si prepara lo sguardo capace di riconoscere Dio, quando verrà il tempo. Con questa certezza, affidiamo oggi, la giovane vita di Calogero alla tenerezza di Dio, certi che nelle Sue mani, ciò che è stato semplice diventa pieno, e ciò che è stato breve diventa eterno. Vai con Dio mio caro fratello”.

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