Apertura

I clan di Villaseta e Porto Empedocle: un imputato patteggia, tutti gli altri all’abbreviato

La vicenda è legata al blitz scattato nell'estate scorsa quando i militari dell’Arma fermarono 14 persone

Pubblicato 5 ore fa

Un imputato ha chiesto di patteggiare la pena mentre gli altri 16 scelgono la via del rito abbreviato. È quanto emerso a margine dell’udienza preliminare a carico di diciassette imputati coinvolti, a vario titolo, nell’ultima operazione dei carabinieri contro le cosche di Villaseta e Porto Empedocle e su un vasto traffico di stupefacenti. La vicenda è legata al blitz scattato nell’estate scorsa quando i militari dell’Arma fermarono 14 persone. Danilo Barbaro, 40 anni, di Agrigento, ha chiesto di concordare la pena: venne arrestato dalla polizia lo scorso anno che lo sorprese, insieme ad altre tre persone, in un’auto con delle pistole cariche e pronte a sparare.

Gli altri 16 imputati, invece, hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. Si tratta di James Burgio, 33 anni, di Porto Empedocle; Pietro Capraro, 40 anni, di Agrigento; Salvatore Carlino, 35 anni, di Canicattì; Antonio Crapa, 54 anni, di Favara; Stefano Fragapane, 33 anni, di Agrigento; Vincenzo Iacono, 48 anni, di Porto Empedocle; Gaetano Licata, 42 anni, di Agrigento; Salvatore Lombardo, 37 anni, di Favara; Agostino Marrali, 29 anni, di Porto Empedocle; Salvatore Prestia, 45 anni, di Porto Empedocle; Simone Sciortino, 23 anni, di Agrigento; Calogero Segretario, 30 anni, di Agrigento; Cristian Terrana, 32 anni, di Agrigento; Alessandro Trupia, 37 anni, di Agrigento; Andrea Sottile, 27 anni, di Agrigento; Antonio Guida,19 anni, di Agrigento. Per tutti il processo proseguirà il prossimo 15 aprile con la requisitoria del pubblico ministero. Le accuse sono associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione, detenzione illegale di armi.

L’inchiesta fece luce anche su due attentati a colpi di kalašnikovavvenuti ai danni di un negozio di frutta ad Agrigento (15 dicembre 2024) e di un panificio a Porto Empedocle (18 giugno 2025). L’inchiesta ipotizza l’esistenza di due gruppi – uno a Villaseta e uno a Porto Empedocle – in grado di dettare le regole nel traffico di stupefacenti. Ai vertici dei due clan – e per questo è contestata l’aggravante di essere promotori – ci sarebbero stati Pietro Capraro e Gaetano Licata, sul versante di Villaseta, e James Burgio e Salvatore Prestia per gli empedoclini. L’inchiesta – che si colloca nel tempo alla fine del 2024 – fotografa prima le tensioni tra i clan di Villaseta e Porto Empedocle e, in seguito, una pace raggiunta con la costituzione di un vero e proprio cartello. L’accordo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, prevedeva la spartizione delle piazze di spaccio (Agrigento e Porto Empedocle) con lo stupefacente acquistato dalle due consorterie a seconda del territorio di competenza. Nel collegio difensivo gli avvocati Salvatore Cusumano, Teres’Alba Raguccia, Salvatore Pennica, Carmelita Danile, Annalisa Russello, Giuseppe Barba, Calogero Vetro, Amanta Carlino, Davide Casà, Rosario Fiore, Giuseppe Caltanissetta, Salvatore Butera, Giacomo Cortese.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N. 10/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
Grandangolo Settimanale N. 40 - pagina 1
Pagina 1 di 11
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner omnia congress
banner italpress istituzionale banner italpress tv